"Ho trovato un nuoto artistico, dove
io ero il maschio dello sport. Sono stato giudicato per quasi
venti anni sul fatto se fosse giusto o no che un uomo facesse
questo sport. L'Italia di oggi è quel mondo lì, nonostante si
siano fatti tanti passi in avanti, perché i ragazzi oggi per
fortuna hanno molte più possibilità di quante ne avessi io, ma
c'è ancora molto da fare". Così Giorgio Minisini, campione
mondiale ed europeo nel nuoto artistico, durante il panel 'Oltre
il gioco, lo sport come responsabilità sociale' in occasione
dell'ottava assemblea di avvio anno sociale dell'US Acli in
corso a Roma.
"Quando parlo con gli allenatori - ha aggiunto -, dico sempre
che i ragazzi devono cimentarsi in più attività, in più sport, o
studiare, anche se sembra che possa togliergli qualcosa, invece
non è così, è un valore aggiunto. Allarga la mente". E poi
ancora: "Il nuoto artistico in questo rema un po' contro perché
ti alleni otto ore al giorno e non rimane più tanto tempo, ma
tutto questo l'ho capito quando ho smesso e ricominciato a
studiare".
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