E' una Milano dal respiro internazionale quella che passa senza pause dall'art alla design week, in una sinergia mai così evidente, "voluta e cercata" dal Comune, come spiega all'ANSA l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. Nello stesso giorno in cui cala il sipario sugli oltre 500 appuntamenti che dal 13 aprile hanno animato la Milano Art Week, si aprono anche le prime esposizioni della design week, da Alcova a Superstudio.
"Mettendo così tante iniziative a cavallo tra design e art week, in questi 15 giorni questi due mondi, che storicamente dialogano, danno vita a qualcosa di straordinario" dice ancora Sacchi, spiegando che anche grazie a questa alleanza, "finalmente l'Art Week ha preso forma a livello internazionale".
A contribuire all'upgrade della rassegna, l'arrivo della fiera francese Paris international "che prima non esisteva e sta avendo un grandissimo successo con gallerie da tutto il mondo.
La fiera parigina non solo ha scelto Milano, ma un edificio in corso di restauro, rispettando un'idea di metamorfosi che è molto milanese. Credo sia stata una grande intuizione e ho la ragionevole aspettativa che gli organizzatori confermino la loro presenza anche per i prossimi anni". Da parte sua, anche la fiera al centro dell'Art week, miart, "è cambiata tantissimo, con la parte emergente e quella consolidata che funzionano molto bene". E' presto per puntare a un posizionamento come quello di una fiera come Basilea, "ma si respira un'aria di grande slancio della fiera e delle attività collaterali, con una dimensione internazionale incontestabile che fa ben sperare per il futuro".
Come fa ben sperare la nuova alleanza tra arte e design. "È emblematico che l'Adi museum - chiosa l'assessore - abbia presentato i finalisti del Compasso d'oro nella settimana dell'arte: non c'è più soluzione di continuità tra i settori, da quando i confini del contemporaneo sono sempre più labili questa doppietta funziona molto bene".
Non a caso l'assessorato ha scelto l'Art week per "lanciare un'open call per un intervento di arte pubblica sulla ciminiera della biblioteca di Lorenteggio, un'opportunità fuori dalle fiere per gli artisti con un budget di quasi 70mila euro". E un intervento pensato per riattivare una periferia cittadina, come succede con il design, grazie a "spazi diventati punti di riferimento come - cita Sacchi - la Fondazione Sozzani in Bovisasca, il Certosa district e il Superstudio in Barona", quartiere di periferia diventato decisamente hype ieri con il concerto di Marracash e oggi con il design. In grande spolvero anche Baggio, il quartiere di un altro rapper, Ghali, dove oggi ha aperto in anteprima all'interno dell'Ospedale Militare una delle due sedi dell'undicesima edizione di Alcova, che per i suoi 131 espositori ha anche una seconda location a Villa Pestarini, l'unica dimora privata disegnata da Franco Albini, aperta per la prima volta al pubblico. Tutta nuova anche la sede a Villapizzone del Superstudio, che inaugura Superstudio Village con SuperPlayground, un progetto dedicato alla creatività emergente, alla sperimentazione e al social design dominato dall'installazione "Keep Your Bubble" dell'artista slovacco Lousy Auber, un'architettura morbida realizzata con mongolfiere dismesse.
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