Milan, parla Ricci

A Ricci viene posta subito una domanda importantissima: 'Ha mai pensato di. non farcela a diventare un calciatore professionista?'. Ricci, consapevole delle sue capacità, non ha esitato a rispondere:
Successivamente, il calciatore rossonero ha parlato del suo sogno di diventare un giocatore, palesatosi nella sua testa fin da piccolino:
Nel calcio, però, si sa, non mancano mai i momenti difficili: come si superano? Secondo Ricci, l'unica cosa da fare è trovare la disciplina e andare avanti:
Su cosa lo rende felice:«Essere in un Club così. Poi il contorno fa la differenza, mi sono circondato di persone che vogliono il mio bene, ho una famiglia presente e dei genitori intelligenti, che non mi hanno mai messo pressione. Cosa mi ha reso più forte mentalmente? Le sconfitte un po’ fanno bene. Scuola? Mi sto laureando in Economia, mi manca la tesi. Cosa sono fuori dal calcio? Difficile, il calcio prende gran parte delle energie».
Cosa significa successo: «In tanti lo cercano, ma può essere un’arma a doppio taglio perché con troppo successo rischi, poi fa piacere a tutti. Una frase che mi ha aiutato? Non tutti i mali vengono per nuocere. Tornassi indietro rifarei il mio percorso? Si, 100%. Ogni scelta è stata ponderata ed è stata giusta».
Sul momento più felice in carriera: «I due derby vinti in stagione».
Sul suo arrivo al Milan: "Simpatizzavo. Quando ero piccolo non tifavo una squadra ma i giocatori, ricordo Ronaldinho al Milan. Non ho nulla di lui purtroppo (ride). Arrivare qui è straordinario, ho avuto la fortuna di trovare una famiglia, tutto il mondo Milan lo è. Ho trovato persone disponibili, poi io sono espansivo e socializzo con tutti, stan diventando amici. Ho trovato un gruppo bellissimo, lo staff e il mister, c’è sintonia con tutti, si respira un bel clima».
Su che uomo vuole diventare: «Sicuramente un padre. Magari anche un esempio per i ragazzi sia in campo che fuori».
Sul compagno più forte mai avuto: «Modric».



