L’esterno belga, messosi in luce a Strasburgo, unisce estro, mentalità professionale e voglia di vincere. E ora il suo futuro guarda ai vertici del calcio europeo
Alessandro Grandesso
17 agosto - 18:38 - PARIGI
Diego Moreira, o l’idea di un calcio con il sorriso, creativo e imprevedibile. Ad immagine e somiglianza del ragazzo figlio d’arte e talento spontaneo messosi in luce a Strasburgo nell’ultimo biennio, conquistando una semifinale di Conference League, ma soprattutto contribuendo a una stagione seducente nel club dell’Alsazia, satellite della BlueCo del Chelsea. In ogni caso, l’esterno belga è un po’ una versione evoluta, aggiornata e corretta di quello che finora è stato Leao per i tifosi del Milan.
numeri
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Figlio d’arte Diego Moreira lo è per il papà, ex di Standard Liegi e Partizan Belgrado, nazionale della Guinea Bissau. Ma anche da parte di madre, figlia dell’ex nazionale tedesco Helmut Graf. Insomma, nel suo sangue scorre il Dna del calcio che il ragazzo nato in Belgio nel 2004 ha valorizzato partendo dal Portogallo e le giovanili del Benfica e della nazionale lusitana, dopo la formazione adolescenziale a Liegi. Nel 2022, è stato anche uno dei giocatori protagonisti della Youth League, vinta a spese del Lipsia con uno schiacciante 6-0, e con 4 gol e 5 assist in 10 presenze. I numeri giusti per far capire di poter sfondare anche ai piani alti, e nonostante un carattere già molto affermato.
ambizioni
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Così, dopo un conflitto con la dirigenza del Benfica, Moreira è approdato al Chelsea tramite Mendes. Uno step importante per un giocatore esplosivo e gioioso. Un po’ per via anche dell’educazione spensierata ricevuta da bambino, quando in casa si poteva cenare a mezzanotte e andare a letto alle cinque del mattino. Grande libertà che il ragazzo traduce magari nella passione per la moda, ma che poi contiene con disciplina quando si tratta di lavoro, con un preparatore fisico e una cuoca personale, per curare ogni dettaglio della preparazione atletica. Il tutto privilegiando la vita in campagna, sua passione. Che non gli nega l’ambizione di espandere gli orizzonti, anche dal punto di vista calcistico: come vincere il Pallone d’oro, per esempio, accumulando titoli di squadra.
polivalenza
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Questo è il piano di un giocatore di fascia, generoso, offensivo, ma anche capace di coprire 80 metri di campo pur di andare a chiudere il contrattacco avversario. Doti viste solo in parte a Lione, dove è approdato nel 2023, non trovando spazio a Londra. Ma era pure una fase di transizione in un club alle prese con problemi societari e dirigenziali. L’ambiente giusto, Moreira l’ha invece trovato a Strasburgo dove ha potuto affermarsi come uno degli elementi più in vista: quest’anno con 42 presenze tra campionato e coppe, con 5 reti e 9 assist, incluse quelle nel 3-3 di ottobre con il Psg. Un primo sigillo nobile di una stagione in ascesa rispetto alla precedente, per mostrare un calcio brillante, fatto di accelerazioni e giocate figlie di una filosofia offensiva, con un tocco di quell’imprevedibilità che piace alla curva. Senza tradire una certa polivalenza, visto che nella prima stagione in Alsazia, Moreira non si è fatto problemi a fare il terzino sinistro, per imparare gli automatismi del ruolo.
energia
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Al 22enne piace essere al centro dell’attenzione, in campo come davanti ai microfoni, ma più per trarne l’energia giusta e la motivazione che per sfruttarne i benefici in termini di immagine. Anche così lo hanno gestito i vari allenatori, beneficiandone poi nel gioco. E il biennio scintillante a Strasburgo gli è servito per maturare la coscienza del suo peso in una squadra che da outsider ha saputo mettere in difficoltà le grandi del campionato e ritagliarsi un posto nella minore delle competizioni europee. Ma sempre con un tocco di leggerezza che non guasta per puntare ai vertici, come ambisce il ragazzo. Magari in rossonero, per appagare l’istinto di conquista.


