Dai tiri in porta con i tifosi a Forte dei Marmi al passaporto italiano legato alle radici lucane passando dalle giocate in Coppa Italia: il nuovo talento viola ha conquistato la città
Franco Mastantuono stupisce sempre, in campo e nella vita di tutti i giorni. Quando arriva un giocatore di proprietà del Real Madrid tutti s’aspettano, indipendentemente dallo status e dall’età, qualcuno con l’aura della divinità, distaccato dalla realtà e dalla gente, che si manifesti in tutta la sua grandezza solo in mezzo al prato verde. Invece il ragazzino argentino con sangue italiano nelle vene è l’antidivo per eccellenza, che ama le cose semplici e il contatto immediato con la sua nuova realtà. Sono passati poco più di dieci giorni da quando Mastantuono è arrivato a Firenze, ha giocato poco più di mezzora ufficiale eppure ha già fatto innamorare una città intera. Il merito finora è più della sua disponibilità e semplicità tra la gente che dei suoi colpi di genio in campo. Quelli arriveranno, i tifosi ne sono convinti, ma nel frattempo ha conquistato tutti con il suo atteggiamento da “normal one”.
ferragosto versiliano
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Il topic della sua nuova vita toscana è stato il Ferragosto in spiaggia a tirare punizioni con tifosi grandi e piccini che quasi non credevano ai propri occhi. Immaginatevi la sorpresa quando i bagnanti lo hanno riconosciuto sul bagnasciuga di Forte dei Marmi, località cult della Versilia, disponibile non solo a farsi selfie ma anche a giocare insieme a loro, con pali improvvisati in mezzo all’acqua. Mastantuono ha trasformato in realtà il sogno di tanti tifosi, giocare a calcio con il proprio idolo. Il video è diventato subito virale, così come le foto a torso nudo in bici sul lungomare accompagnato da alcuni amici. Il ragazzo pagato 45 milioni due estati fa, quando il Real lo prese dal River Plate, nonostante la notorietà e i tanti record di precocità (è il più giovane esordiente della storia dell’Argentina e anche il più giovane marcatore della storia del River) ama le stesse cose dei suoi coetanei meno noti: il calcio, il tennis - sport che ha praticato a lungo prima di dedicarsi esclusivamente al pallone -, la spiaggia, la musica, il buon cibo.
a casa di bati
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Franco si era presentato ai tifosi viola con occhiali da sole, catenina in vista e abbigliamento da rockstar. Quando è arrivato all’aeroporto di Peretola, tra i bagagli c’era pure una chitarra, una delle sue passioni. Sembra quasi un ragazzo d’altri tempi, lontano dalla generazione dei social e dell’ostentazione continua di ciò che si ha e si fa. Mastantuono ha festeggiato i suoi 19 anni in campo, con il debutto in Coppa Italia (contro il Benevento è entrato nel secondo tempo) e poi ha approfittato del Ferragosto libero per svagarsi al mare, cominciando a conoscere e apprezzare le bellezze della nostra terra. A Firenze lo hanno già immortalato in un noto locale del centro, dove ha potuto assaggiare la cucina toscana, lo stesso frequentato da tanti calciatori di oggi e di ieri, tra cui l’indimenticato Gabriel Omar Batistuta. Bati è un mito per i tifosi viola e Mastantuono ha scelto casa sua per vivere al meglio la città: una bella villa sui colli fiorentini di proprietà del suo connazionale, atteso per i festeggiamenti del Centenario del club, in programma a fine agosto. Franco sarà vicino di casa di Cesare Prandelli e potrà godersi la splendida vista sull’Arno e su una città che ha già cominciato ad apprezzare.
origini italiane
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Forse la ragione della sua celerità nel calarsi nei luoghi e nelle abitudini nostrane è legata alle sue radici italiane: la famiglia di Mastantuono è originaria di Ripacandida, un piccolo comune di poco più di mille anime in provincia di Potenza, motivo per cui il fantasista nato ad Azul ha anche il passaporto italiano. Particolare non irrilevante, visto che la Fiorentina aveva già occupato i due slot per gli extracomunitari e non avrebbe potuto tesserarne un altro. Da Ripacandida il suo bisnonno Pasquale partì tanti anni fa per cercare fortuna in Argentina ma non ha mai dimenticato le sue origini. Il padre Cristian qualche mese fa è stato a Ripacandida insieme al nonno del ragazzo per regalare al sindaco una sua maglia autografata del Real Madrid. Adesso, nel piccolo borgo incastonato tra le colline della zona del Monte Vulture, dove si coltiva il pregiato vino rosso Aglianico, lo aspettano di persona con la maglia numero 30 della Fiorentina. E magari pure con pallone e chitarra, perché anche senza spiaggia un posto per fare due tiri si trova sempre, così come l’occasione per strimpellare e cantare in compagnia.


