Messico-Ecuador non è solo una partita: tra i due Paesi c'è una guerra diplomatica

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Da due anni non ci sono rapporti: ora le nazionali si ritrovano in campo per puntare l'accesso agli ottavi

Chissà se il pallone riuscirà a far stringere la mano a due vecchi amici che non si parlano da più di due anni. Messico-Ecuador, sedicesimo del Mondiale in programma all’Azteca, va oltre la partita: è geopolitica del pallone. 

IL CASO POLITICO

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I due Paesi hanno interrotto le relazioni diplomatiche dal 5 aprile 2024. Colpa di un’irruzione della polizia ecuadoriana nell’ambasciata messicana a Quito. L’obiettivo era catturare l’ex vicepresidente dell’Ecuador Jorge Glas, condannato per corruzione. Viveva lì dal 2023. Il Messico gli aveva concesso asilo politico. Questo intervento ha portato il governo messicano a tagliare le relazioni con l’Ecuador, accusando la presidenza di Daniel Noboa di aver violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961. Si tratta di un trattato aperto firmato da tutti i Paesi dell’Onu tranne Palau, le Isole Salomone e il Sudan del Sud. Da allora i due Stati non si parlano, non comunicano, hanno chiuso le ambasciate. A livello internazionale hanno stretto un accordo per farsi rappresentare dalla Svizzera. Inoltre, il Messico ha presentato una domanda per avviare un procedimento contro l'Ecuador presso la Corte internazionale di giustizia. Questa irruzione ha coinvolto anche il resto del mondo: gli Stati Uniti hanno inviato i Paesi a riallacciare i rapporti invitando a rispettare la Convenzione, mentre l’UE ha condannato in blocco l’assalto. Questo il contesto in cui si svolge la partita. 

“AZTECAZO” O NO?

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Sui quotidiani e siti ecuadoriani si parla di “Aztecazo”, mentre in Messico si teme un passo falso in casa davanti ai tifosi. Ma il campo passa in secondo piano. Claudia Sheinbaum, presidente del Messico, ha evitato le domande sulle relazioni tra i due Paesi volgendo solo un in bocca al lupo alla squadra, mentre il presidente Noboa ha teso una mano ai vecchi amici: “Io ripristinerei i rapporti con Città del Messico. Abbiamo molte aziende messicane che investono in Ecuador e non c'è motivo di litigare o sospendere le relazioni diplomatiche”. Fausto Pretelin, analista internazionale, ha raccontato a “El Sol del Mexico” che questa partita rappresenta un’occasione persa per riallacciare i rapporti e tornare a parlarsi: “Noboa avrebbe potuto essere invitato allo stadio, indipendentemente dal rapporto col Messico. A volte questo tipo di eventi servono proprio per gettare le basi per la pace”. Una cosa è certa: non ci sarà un pareggio. In palio c'è un ottavo di finale.

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