L'iridato '92 critico con le nuove regole: "Gestire la batteria è estraneo alle abilità di un pilota". il Ceo della Serie: "Regolamento strategico per attirare nuovi costruttori. I piloti sono coinvolti e li ascoltiamo, interventi arriveranno soprattutto sulle qualifiche"
La nuova F1 ha destato scalpore e sta continuando a far discutere, addetti ai lavori ed ex protagonisti del paddock. Le discussioni avvengono a vari livelli. Tra chi assiste alle gare ci sono due categorie: gli ex piloti, che sottolineano come il fattore gestione energia delle batterie sia qualcosa di penalizzante, e il pubblico generale, che in larga maggioranza, complessivamente apprezza la maggiore azione in pista e quella dose di incertezza legata alla gestione dei nuovi sistemi delle monoposto. E poi ci sono le voci istituzionali, come quella del presidente della F1 Stefano Domenicali, che in un’intervista a Motorsport.com ha fatto il punto della situazione, sottolineando come il nuovo regolamento fosse una necessità per attirare nuovi costruttori che garantissero il futuro della serie e come si stia intervenendo, in modo costruttivo con piloti e team, per migliorare quello che nelle prime tre gare ha mostrato delle criticità.
serie in salute
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Anche perché, dice il Ceo del Circus, la F1 sta molto bene: “E’ un campionato sano, che sta attraversando una fase straordinaria come mai prima nella sua storia – spiega l’ex team principal della Ferrari - tutto l’ecosistema ripone fiducia nelle decisioni che stiamo prendendo. Ed è una cosa grandiosa". La scelta di puntare su una power unit con una ripartizione del carico al 50% tra motore termico ed elettrico è stata dettata dalla necessità di rimanere rilevanti per l'industria automobilistica: "Questo regolamento esiste perché cinque anni fa i costruttori ritenevano che l’unico modo per restare coinvolti fosse puntare su una ripartizione al 50-50". E la scelta ha pagato perché ha attirato giganti come Audi, Ford e Cadillac, confermando la presenza di Honda. Tuttavia Domenicali non chiude le porte a passi indietro se il mercato dovesse cambiare, ipotizzando che "l’impiego di carburanti totalmente sostenibili potrebbe portare al ritorno a un V8 con kers più piccolo".
le critiche di nigel
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Come detto, non tutti hanno digerito le novità. Soprattutto da parte di ex piloti. L’iridato 1992 Nigel Mansell in un’intervista alla Reuters si è schierato apertamente con Max Verstappen e Lando Norris, definendo "molto deludente vedere lo stallone di tutte le auto da corsa, la Formula 1, apparire nelle prime gare come se in certi momenti non stesse effettivamente gareggiando". Per Mansell, l'obbligo di gestire l'energia costringendo i piloti al "lift and coast" è "qualcosa di totalmente estraneo ai fan e a un pilota che cerca di mettere in campo le proprie abilità speciali". Esprimendo il suo pieno appoggio ai protagonisti, ha aggiunto: "Ho totale simpatia per Max. Quello che dice Lando è perfetto. Quello che hanno detto tutti gli altri è vero. E penso che i poteri forti stiano ascoltando". Domenicali ha riconosciuto che questo regolamento rappresenta una sfida imponente: "Il salto non è mai stato così grande". Ma pure che le discussioni coi coinvolti, piloti inclusi, è costante e proficua: "Le mie conversazioni con loro sono decisamente molto aperte, e sanno che tengo davvero alle loro opinioni. Voglio che siano coinvolti". Con una precisazione importante: "Quello che ho detto loro è: ‘Ascoltate, ragazzi, non dimenticate che tutto ciò che stiamo facendo è perché abbiamo fatto la cosa giusta insieme. Siate rispettosi di uno sport che ha dato a tutti noi un’incredibile opportunità di crescere e di guadagnare molti soldi’. I piloti sono ‘il gioiello dello sport’ e vanno protetti, ma essi stessi devono proteggere l’ecosistema in cui si trovano".
le correzioni in arrivo
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Per risolvere i nodi tecnici più urgenti, la F1 sta lavorando a stretto contatto con la Fia per correggere gli aspetti più critici, a partire dalle qualifiche. L'obiettivo è restituire ai piloti la possibilità di "spingere al massimo, per capire davvero quali siano i limiti fisici della macchina e del pilota stesso". Domenicali vuole evitare che curve iconiche vengano sacrificate per ricaricare le batterie, puntando a "capire quali possano essere gli aggiustamenti senza perdere la direzione corretta". E a questo proposito domani si svolgerà il secondo incontro tra i tecnici per varare le modifiche, soprattutto per consentire ai piloti di poter spingere di più nelle qualifiche, che si vorrebbe introdurre a partire già dalla prossima gara di Miami del 3 maggio. L’incontro definitivo, alla presenza dei team principal per l’approvazione definitiva, è invece previsto per il 20 aprile.


