Mangia! La storia del cibo italoamericano in mostra a Los Angeles

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(di Lucia Magi) Marchi come DiGiorno, Delmonico, Ghirardelli, ormai di casa sugli scaffali degli enormi supermercati nordamericani, fino ai ristoranti che hanno contribuito a diffondere la cucina italiana negli Stati Uniti: la storia dell'integrazione attraverso il cibo è al centro di 'Mangia! The Evolution of Italian Food in the United States', la mostra allestita fino all'estate 2027 all'Italian American Museum of Los Angeles (Iamla), piccolo gioiello incastonato nel cuore antico della metropoli californiana.
    Il percorso si apre con un filmato di sette minuti che ricostruisce le grandi ondate migratorie italiane tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, provocate da carestie, raccolti andati male e terremoti. In quei decenni, gli immigrati che arrivavano dalle nostre coste venivano associati a stereotipi di povertà e violenza: anche la loro cucina veniva snobbata e considerata "da contadini". La svolta arriva negli anni Cinquanta, quando aziende come Chef Boyardee e Rice-A-Roni portano piatti della tradizione italiana nelle case nordamericane attraverso prodotti industriali, mentre personaggi celeberrimi come Joe DiMaggio e Dean Martin (che in realtà si chiamava Dino Paul Crocetti) aprono i loro ristoranti, facendo delle origini italiane un punto d'orgoglio. L'argine era rotto.
    La mostra è organizzata in sezioni dedicate agli ingredienti e ai prodotti simbolo della tradizione italiana, dai pomodori ai formaggi fino al caffè, e racconta anche il contributo degli immigrati italiani alla nascita di simboli della cultura pop e gastronomica a stelle e strisce come Planter's Peanuts, Tropicana e il Big Mac di McDonald's. Una parete raccoglie magliette, cappelli, bavaglini e altri oggetti provenienti da ristoranti italiani di tutto il Paese. Una grande mappa degli Stati Uniti segnala i ristoranti italiani più storici, ma i visitatori possono integrarla aggiungendo locali non ancora presenti.
    La mostra non rende omaggio solo "alla ricchezza delle tradizioni culinarie italoamericane, ma racconta anche quanto le storie di immigrazione abbiano plasmato e continuino a plasmare l'esperienza americana", dice Marianna Gatto, che con 'Mangia!' lascia la direzione dello Iamla dopo 16 anni.
    La California e Los Angeles la fanno, ovviamente, da padroni. All'ingresso del percorso campeggia la storica insegna di Little Joe's, la tavola calda aperta per oltre un secolo nell'area di Downtown che un tempo ospitava la Little Italy cittadina. Sono esposti anche cimeli del Paris Inn Café, considerato il primo ristorante italiano della città, e di Casa D'Amore, a cui viene attribuita l'introduzione della pizza nel Sud della California. Tra i documenti figura anche il diploma con cui il governo italiano ha conferito il titolo di Cavaliere alla chef Nancy Silverton per il contributo alla diffusione dell'alta cucina italiana negli Stati Uniti.
   

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