Primo set da incubo per un problema allo stomaco, poi la pausa negli spogliatoi e la reazione: il romano piega il russo dopo oltre quattro ore e cinque set. Ora trova De Minaur
4 luglio - 19:15 - LONDRA
Esulta surfando, Flavio Cobolli, come gli attaccanti del Brasile di Carlo Ancelotti che sta ammirando al Mondiale. Il suo match del terzo turno di Wimbledon con Karen Khachanov, russo numero 20 del mondo, è stato come cavalcare un’onda. Lunga quattro ore, chiusa con un 0-6 7-6 (4) 6-7 (5) 6-2 6-2 con quel primo set anomalo durato appena 18’ e terminato nello spogliatoio. “Ho sentito qualcosa di strano allo stomaco - ha raccontato lui in campo, dopo la fine della sua maratona -. Il dottore mi ha aiutato, quando sono tornato dal bagno stavo meglio”. Intanto è agli ottavi di Wimbledon, come un anno fa quando si fermò al quarto: troverà l’australiano Alex De Minaur, testa di serie numero 5 del tabellone che al terzo turno ha battuto in 4 set lo statunitense Svajda e con cui Cobolli ha perso due volte su due negli unici precedenti datati 2024.
lo spavento
—
La prima onda del match contro Khachanov, sotto il sole cocente del Campo 2, Cobolli l’ha presa così male che è finito dritto in acqua. Affondato 6-0 in 18’, collezionando errori e delusioni. La corsa negli spogliatoi a fine set e i 10’ di attesa per rientrare hanno riconsegnato al match un nuovo Flavio. Uno che ha avuto ancora bisogno di rodaggio, ma che lentamente si è ripreso, rientrando in partita col tie-break del secondo set, conquistato lasciando al russo 4 punti. L’onda ha riportato Cobolli in passo col terzo set seduto al tie-break, ma nonostante i continui massaggi e le energie sempre in calo, Cobolli è riuscito a fare la differenza. A tornare lui, a chiuderla con gli errori, a mettere in difficoltà il russo che alla fine ha alzato bandiera bianca. L’aveva detto, Cobolli, che in questa prima settimana doveva lottare per andare avanti. Contro Khachanov l’ha fatto per quattro ore e 5 set, più di quanto avesse messo in programma.
le parole
—
“Stasera la cena la pago io, perché dobbiamo festeggiare questa incredibile vittoria - ha raccontato in campo il 24enne romano, dopo aver spiegato che l’esultanza da surfista come Matheus Cunha l’aveva dimenticata per tutta la settimana -. È un sogno che diventa realtà essere di nuovo agli ottavi: in campo ho dato tutto, ora sono completamente morto ma devo pensare a riprendermi. Però voglio ringraziare il pubblico: sembrava di stare in Coppa Davis qui oggi”. Alla fine, Cobolli la sua onda lunga è riuscito a domarla. Adesso si prepara per la prossima.

