Maldini non ha dubbi: il ct giusto è Pirlo. Ora la missione è convincere Malagò

1 giorno fa 5

Forse già oggi l’incontro tra il n.1 Figc e il campione del mondo per una scelta da condividere. Il presidente puntava su Mancini

La fumata bianca non c’è e c’è ancora un po’ di tempo perché il calcio italiano “ferito” dia il benvenuto alla sua, nuova, guida in panchina. Ma in campo, ora, c’è un punto fermo o, meglio, un punto da cui ripartire: Paolo Maldini, il direttore tecnico azzurro e presidente del Club Italia ha indicato il nome di Pirlo come il suo prescelto per la futuro della Nazionale.

Conoscenze

—  

Sono, queste, ore di contatti, colloqui, riflessioni. Maldini e Leonardo al telefono con Giovanni Malagò, numero uno della Figc dallo scorso 22 giugno. Sul tavolo, la lista, ristretta, di chi può viaggiare con i requisiti più giusti e logici verso l’Italia e, da ieri, qualcosa in più: Maldini non ha buttato il pallone in tribuna, non lo ha mai fatto, e ha spiegato a Malagò i motivi alla base dell’indicazione dell’architetto della squadra campione del mondo vent’anni fa a Berlino come possibile commissario tecnico per la missione Mondiale 2030. Pirlo è sempre stato considerato dall’amico e compagno per otto stagioni al Milan come un visionario dai piedi per terra: un po’ di coraggio, un bel po’ di intraprendenza, una profonda conoscenza del mondo hanno fatto sì che Maldini lo percepisse come un futuro allenatore di successo. Sarà così? Andrea ha cominciato assumendosi la responsabilità di allungare la serie di scudetto di fila della Juventus: non c’è riuscito, ma non ha fallito e non ha fallito nonostante alle spalle non avesse, di fatto, una storia personale da tecnico. All’epoca, il salto fu ingombrante, ma non traumatico. Oggi sarebbe un passo, per certi versi, choccante - dallo United FC di Dubai alla Nazionale - , ma considerato necessario da chi si è assunto l’onore di ridisegnare il sistema Italia dalle fondamenta. Maldini vuole Pirlo, Malagò ne ha preso nota e, adesso, giocherà la sua partita: in agenda - forse già questo pomeriggio o domani - è finito l’appuntamento tra il presidente dell Figc e Andrea per capirsi e capire. Il contratto così come l’ingaggio sono gli ultimi dei problemi, il resto è una questione di empatia e programmi. Pirlo parla la stessa lingua di Maldini e Leonardo, quest’ultimo advisor azzurro. Un linguaggio che nasce nel tempo e che guarda all’immediato futuro come si fa ad una rivoluzione silenziosa, ma senza sosta: c’è da fare e da fare molto nel pianeta Italia perché qualcosa va aggiornato, altro capovolto. In questo contesto, ecco la scelta del direttore tecnico ed ex capitano della Nazionale: affidarsi a Pirlo è come affidarsi a chi può coniugare le esigenze del presente - a settembre comincerà la nuova edizione della Nations League - e buttare un occhio sul domani.

Scommessa

—  

Maldini ha scelto, palla a Malagò. Il presidente della nostra federazione ha voluto battezzare una strada diversa per arrivare all’investitura del ct: se prima era prerogativa in capo allo stesso numero uno della Figc, adesso la nomina deve uscire da una sintesi condivisa con un ruolo centrale e propositivo di chi chiamato al vertice del Club Italia e a ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Tradotto: Malagò, Maldini e Leonardo giocano la stessa partita e la devono giocare senza strappi tra di loro. È così? C’è chi giura che il nome a cui pensa, da sempre, il gran capo del nostro pallone sia quello di Roberto Mancini: il legame tra i due è forte, fortissimo, la stima reciproca anche. Mancini è dentro alla lista ristretta come lo è Antonio Conte e come lo era Pep Guardiola. Pirlo contro il Mancio, dunque? Non è così, non può esserlo in un clima di collaborazione e in una svolta indispensabile per rialzare la testa, per provarci: Malagò non aveva altri piani se non quello di convincere Maldini ad accettare il ruolo di dt e ci è riuscito anche con l’ok al “consigliere” Leonardo , ma non solo: creare un “presidio” federale - un ufficio del Club Italia - nella sede della Lega Serie A a Milano si sposa con le esigenze proprio del “milanese” Maldini che quel “presidio” vivrà con una certa frequenza. Pirlo è il nome uscito dai colloqui di ieri: un nome già in corsa, adesso di più. Malagò non considera chiusa la partita per il prossimo commissario tecnico della Nazionale e, proprio per questo, incontrerà il campione del mondo del 2006 a breve: la fimata bianca sul ct cadrà all’inizio della prossima settimana, in tempo per presentarsi all’Assemblea dei club di A con un organigramma più definito dove potrebbe trovare spazio anche Gigi Buffon. Maldini ha consegnato il pallone tra le mani del presidente federale. Malagò lo ha raccolto e riflette: Pirlo, ai più, suona come una scommessa, ma non agli occhi e nelle valutazioni di chi lo ha conosciuto da vicino, molto da vicino. Ancora poche ore e sapremo: il tempo sta scadendo, l’Italia ha bisogno di una guida sicura per riprendersi il suo spazio nel mondo. Non è missione facile.

Leggi l’intero articolo