Nessun margine di trattativa o ripensamento dopo la bocciatura della scelta di Pirlo. Adesso la palla passa al presidente della Figc
È finita come ci si aspettava, senza ulteriori colpi di scena, nonostante gli ultimi tentativi di ricucire lo strappo. Dopo l’esclusione di Pirlo dalla rosa dei candidati al ruolo di commissario tecnico, Paolo Maldini e Leonardo hanno rimesso il mandato nelle mani del presidente federale Malagò. Nessun margine di trattativa o ripensamento: il numero uno del calcio italiano, alla fine, non ha potuto fare altro che prenderne atto. Troppo difficile andare avanti, il rapporto umano tra le parti si è ormai incrinato e il punto d’intesa su un altro nome sarebbe un altro ripiego. Perché la “condivisione” della scorsa settimana ben presto si è fatta esclusione. O uno o l’altro. O Pirlo con Maldini e Leonardo, oppure addio. E così è stato.
sedici giorni
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L’ormai ex direttore tecnico lascia l’incarico dopo appena sedici giorni. Un paio di settimane in cui è successo di tutto. L’abboccamento con Ancelotti, la trattativa con Guardiola e infine il caso Pirlo. Maldini e Leonardo lasciano: se non possiamo neanche scegliere un ct, allora non siamo gli uomini giusti per questo progetto, il loro pensiero. Malagò però non se l’è sentita di andare avanti: in caso di mancanza di risultati, la scelta di Pirlo avrebbe potuto facilmente trasformarsi in un boomerang, vista l’ostilità di politica, opinione pubblica e parte degli sponsor. Troppo rischioso.
palla a malagò
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E adesso? Si riparte da capo. L’Italia del pallone torna ad essere nel pallone. Si riparte dal presidente federale Malagò, Poi, chissà. Di sicuro c’è da prendere una decisione in tempi brevi e senza troppi tentennamenti.


