L'attaccante ha deciso la sfida di Verona all'ultimo secondo ritrovando la rete dopo 281 giorni
Salvatore Malfitano
28 febbraio 2026 (modifica alle 20:55) - MILANO
"Prima di arrivare a Napoli ero morto". Perché, in fin dei conti, più profonda è la discesa, più gloriosa è la risalita. Romelu Lukaku si è tuffato in quella luce che ha visto alla fine del tunnel e l'ha accolta. La rete che decide la sfida di Verona all'ultimo secondo è un momento di rottura, di liberazione verso mesi che l'hanno soffocato. Rabbia, per l'infortunio, e dolore, per la perdita del papà. Ora può lasciarsi tutta la negatività alle spalle. "A livello personale il calcio ti dà tanto, mi ha dato tutto, però perdere mio padre come l’ho perso io è pesante ogni giorno". È il momento in cui scoppia a piangere, davanti ai microfoni di Dazn. "Però è così e vado avanti per le mie figlie, per mio fratello e per il Napoli che mi ha dato tanto perché prima di arrivare a Napoli ero morto. L’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di bello, quest’anno è difficile per noi, però dobbiamo guardare avanti. Abbiamo fatto un bel lavoro, però peccato per il gol che abbiamo preso. Ora abbiamo portato a casa la vittoria e dobbiamo guardare avanti”. Un messaggio che vale per Lukaku e per il Napoli.
strana coppia
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Ma in realtà ce n'è anche un altro. Dettato dalla necessità, certo, ma che potrebbe rivelarsi una risorsa per il finale di una stagione. Alla ricerca disperata dei tre punti, Conte ha tenuto in campo contemporaneamente sia Hojlund che il belga. Una mossa che ha pagato i dividendi sperati, in un momento specifico della partita. Ma ciò non toglie che l'allenatore non possa ripensare il Napoli con due punte di peso e un calciatore (Elmas o Vergara adesso, McTominay quando rientrerà) ad agire alle loro spalle. Se questo forse non è il momento migliore per concedersi esperimenti, non è da escludere un cambio di filosofia dettato dalla necessità. In effetti, l'equilibrio andrebbe ricercato in maniera diversa, con Lobotka che rimarrebbe imprescindibile in attesa del rientro a pieno regime di De Bruyne e Anguissa. Ogni discorso, a ogni modo, sarebbe rimandato a quando Lukaku sarà nelle condizioni migliori, con i novanta minuti nelle gambe. Servirà ancora un po' di tempo. Insomma, oggi no. Domani, chissà.


