Uno studio dell'University College di Londra afferma che arte e cultura rallentano l'invecchiamento biologico quanto l'esercizio fisico
Eugenio Spagnuolo
29 maggio - 18:14 - MILANO
Smettere di fumare, fare movimento, mangiare meglio. L'elenco delle cose che rallentano l'invecchiamento biologico è rimasto sostanzialmente invariato per decenni. Finché qualcuno ha pensato di aggiungere... Leonardo e Chopin.
Uno studio dell'University College London, pubblicato su Innovation in Aging, ha analizzato questionari e campioni di sangue di 3.556 adulti britannici, età media 52 anni, confrontando le loro abitudini artistiche e culturali con modificazioni chimiche del DNA che riflettono quanto velocemente invecchiamo a livello cellulare, indipendentemente dall'anno di nascita. La scoperta è che chi si dedicava ad attività culturali con maggiore frequenza, e con più varietà, mostrava un ritmo di invecchiamento più lento e un'età biologica più giovane.
orologi epigenetici
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I ricercatori hanno usato sette "orologi epigenetici": strumenti che leggono nel DNA i segni dell'invecchiamento cellulare, un po' come un'analisi del sangue legge i valori del colesterolo. Quelli di nuova generazione, pensati per stimare la velocità dell'invecchiamento e non solo l'età biologica hanno mostrato che chi partecipa ad attività artistiche almeno tre volte l'anno invecchia il 2% più lentamente rispetto a chi lo fa raramente; la frequenza mensile porta il vantaggio al 3%, quella settimanale al 4%. E quel 4% è esattamente il vantaggio osservato per chi fa attività fisica ogni settimana rispetto a chi non ne fa. Con un altro orologio, il PhenoAge, chi si dedica ad arte e cultura ogni settimana risulta biologicamente più giovane di circa un anno.
variare è meglio
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A contare è sia la frequenza sia la varietà delle attività culturali. Cantare, fotografare, dipingere, andare a teatro o in museo, visitare un sito storico: ognuna sembra contribuire attraverso canali diversi. "Ogni attività ha ingredienti diversi che aiutano la salute, come la stimolazione fisica, cognitiva, emotiva o sociale", spiega Daisy Fancourt, autrice principale dello studio. Gli effetti sono più marcati per gli adulti dai 40 anni in su e reggono dopo aver tenuto conto di peso, istruzione, reddito e abitudine al fumo. Ricerche precedenti avevano già mostrato che ascoltare musica modifica l'attività di geni legati alla dopamina e all'infiammazione, ma questo è il primo lavoro su larga scala a collegare il coinvolgimento culturale a un rallentamento dell'invecchiamento molecolare.
"Le attività artistiche riducono lo stress, abbassano l'infiammazione e migliorano il rischio cardiovascolare, proprio come fa l'esercizio fisico", osserva Feifei Bu, coautrice della ricerca. Da qui la proposta che partecipare alle arti venga suggerito come un comportamento salutare a sé stante, "qualcosa di essenziale, proprio come promuoviamo 10.000 passi al giorno o cinque porzioni di frutta e verdura".



