Cairo: "Il tecnico del Torino? Deve far giocare bene e crescere i giovani"

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Il patron granata al Festival della Tv di Dogliani: "Stiamo riflettendo, non abbiamo deciso, ma lo faremo entro una settimana. Ventura? Al 50% sarà un nostro dirigente. Vendere il club? Disponibile a farmi da parte purché il compratore abbia passione per il club" 

Le tempistiche sì, ma soprattutto il profilo. Da Dogliani emerge l’identikit del prossimo allenatore del Toro: “Mi piacerebbe un allenatore che abbia delle qualità per sviluppare i giovani e per fare un bel gioco”, racconta il presidente, Urbano Cairo, dal palco del Festival della Tv, mentre dialoga con il giornalista Mario Giordano. Non ci sarà da attendere molto, perché “lo decideremo nel giro di una settimana – prosegue -, scegliere l’allenatore è fondamentale in tutte le squadre ma lo è ancora di più al Toro”. Da quando, domenica con il derby, si è concluso il campionato in società è cominciata la fase delle riflessioni. E delle consultazioni. “Stiamo ragionando su tutti, abbiamo fatto qualche incontro – spiega il numero uno del club -: stiamo riflettendo anche sul nostro allenatore (D’Aversa, ndr), che ha fatto buoni risultati. La prossima settimana arriveremo a una decisione. Adesso non posso dire chi sarà l’allenatore, non avendolo ancora deciso”. Sul palco Giordano gli chiede se sia stata presa una decisione su un eventuale ritorno al Toro, con un ruolo dirigenziale, di Gian Piero Ventura: “Al 50%”, risponde. C’è il tempo per tracciare un rapido bilancio sulla stagione appena archiviata. “Abbiamo fatto un campionato discreto, partito male ma finito molto meglio con dei buoni risultati e con qualche bella vittoria. E anche con un bel derby di rimonta all’ultima giornata, del quale sono contento. Non è stata la stagione che mi aspettavo, e per la quale avevo investito anche non poco. Ma adesso dobbiamo cercare di fare meglio il prossimo anno”. 

il club

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Sul palco di Dogliani si parla molto di Toro, d’altronde è noto che Giordano sia un tifoso granata. Non solo il capitolo relativo al prossimo allenatore, si tocca anche il tema del futuro del club. “L’ho detto già tante volte e lo ribadisco: sono disponibilissimo a farmi da parte se ci fosse qualcuno che arrivi e che faccia un’offerta, e non sto parlando di chissà quale offerta... L’importante è che io mi renda conta che questo gruppo o questa persona abbiano passione per il Toro. Uno dei miei figli mi dice sempre: ‘papà, vendi il Toro, è arrivato il momento dopo vent’anni’”. Aggiunge: “Non c’è problema da parte mia, sono dunque disponibilissimo a farmi da parte. Certo mi dispiacerà, perché io non venderei e penso di poter fare bene con il Toro, come spesso si è fatto in questi anni. Ma ad oggi non ho ricevuto nessuna offerta: chissà, troveremo qualcuno all’estero, lì secondo me lo troviamo”. 

due decenni

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Gli ultimi due decenni del Toro sono stati nel segno di Cairo. “Abbiamo fatto tante cose importanti – racconta -. Da quando siamo tornati in Serie A nel 2012 sono passati 14 campionati consecutivi in A, il prossimo sarà il quindicesimo. Come noi solo altre nove squadre ci sono riuscite, le solite: gli altri hanno fatto un po’ di su e giù con la Serie B. Abbiamo avuto risultati prevalentemente dalla parte sinistra della classifica, entrando due volte in Europa e lottando spesso per un posto in Europa. Mi ero impegnato per la rinascita del Filadelfia, che era orribile e pieno di spazzatura: ci ho messo 2,5 milioni a fondo perduto sul totale di 8-9 milioni, ed è stato inaugurato nel 2017. Adesso ho fatto un centro sportivo molto bello per le giovanili, il Robaldo, che mi è costato dieci milioni. Il settore giovanile ha vinto tanto. Nei miei primi otto anni ho messo nel Toro 60 milioni di tasca mia, nonostante le plusvalenze, per andare a pareggio. Poi negli anni di Ventura abbiamo recuperato i 60 milioni ma li ho lasciati nel Toro senza mai prelevarli. Poi ho voluto investire tanto sui giocatori e con il Covid ho perso altri 50-60 milioni. Infine, con Juric abbiamo recuperato posizionamento e sviluppato giocatori, ma io non ci ho mai guadagnato un centesimo”. 

la tv

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Si parla tanto di televisione che “in Italia è in buona salute, ed è in crescita. Ad esempio, La7Cinema sta facendo numeri importanti: è partita da zero, oggi ha un prime time da 0,8-0,9%. La tv di oggi mi piace, come mi piacciono La7 e i programmi delle altre reti”. Cairo sarebbe interessato alla politica? “Non sogno Palazzo Chigi. Fare politica è una cosa completamente diversa dal fare l’imprenditore. Da ragazzino la politica mi piaceva moltissimo, ho molto passione per la politica. Qualche sondaggio, anche con buoni risultati, c’è. Ma la vedo difficile”.

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