Liberato Cacace: "Da Empoli al Mondiale con la Nuova Zelanda, ma mio padre tiferebbe Italia"

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Il difensore è nato a Wellington dove i gentiori di Massa Lubrense aprirono una pizzeria 'Bella Napoli': "Dopo la Serie A ho scelto il Wrexham dell'attore Ryan Reynolds per il progetto, mi tempesta di messaggi"

Esiste un neozelandese che non ha mai visto il Signore degli Anelli, il capolavoro di Petar Jackson girato nella terra dei kiwi e dei maori: “Mio fratello lo ama. È stato anche in quel “paesino” con le case basse, le porte rotonde, tutto verde, dove hanno ricreato le scene del film. Purtroppo, non so come si chiama…”. Hobbiton. La Contea. Perdonato. Liberato Cacace, terzino della Nuova Zelanda passato per Empoli e adesso tra le fila del Wrexham in Inghilterra - la squadra di Ryan Reynolds e Rod McElhenney -, risponde in italiano da San Diego, dove si allenano gli “All Whites”. Dentro la sua storia c’è l’azzurro: papà Antonio partì da Massa Lubrense, vicino Napoli, per cercare fortuna a Wellington, mentre mamma Luisa è neozelandese di origini italiane. Oggi hanno una pizzeria chiamata “Bella Napoli”, dove “Libby” ha lavoricchiato.

Com’era la sua giornata? 

“Avevo 15 anni, giocavo nell’Island Bay, una squadretta di Wellington, e nel frattempo davo una mano come lavapiatti. Mi allenavo e poi filavo dritto in cucina. I miei genitori mi hanno insegnato il sacrificio”. 

Come si organizzeranno per vederla da Wellington? 

“In realtà adesso sono a Massa Lubrense. Ci sentiamo ogni giorno, non vedo l’ora di debuttare. Per me è un sogno…”.

Nel 2010 io tifavo Nuova Zelanda, mentre papà indossava l'azzurro...

Liberato Cacace

Per chi fece il tifo nel 2010, in Italia-Nuova Zelanda? 

“All Whites, chiaro. Mio padre aveva la maglia azzurra, io quella della bianca della Nuova Zelanda. Tra l’altro, Wood e Smith erano in campo anche sedici anni fa. Quando ripenso a quel momento, ricordo sempre le parole di mio padre:. 'Prima di essere un calciatore devi essere un uomo'". 

Lei lo raccontò proprio alla Gazzetta qualche anno fa. 

“I miei sono persone umili, lavoratori. Papà partì dall’Italia anni fa per riuscire a sbarcare il lunario: un viaggio di 25 ore in una terra per lui sconosciuta, lontanissima. Mi ha trasmesso il valore del rispetto”. 

E l’amore per l’Italia. 

“Certo. È un grande tifoso del Napoli: si sveglia appositamente per vedere le partite. Quando ero a Empoli andavo sempre a trovare mia nonna Anna, anche lei a Massa Lubrense. Ha quasi novant’anni”. 

L’obiettivo minimo al Mondiale? 

“Vincere una partita. Sarebbe la prima per noi. Ci sottovalutano tutti, ma siamo affamati e vogliamo dire la nostra”. 

La sua non è stata una stagione facile. 

“Cinque infortuni uno dopo l’altro. Non ne ho mai avuti così tanti: negli ultimi due anni, e Empoli, avevo giocato quasi sempre. Oltre a rappresentare il mio Paese, vorrei riscattarmi da un punto di vista personale”. 

Prima dell'Empoli mi cercò la Juve Under 23, poi mi "rapì" una serie tv

Liberato Cacace

Come mai l'estate scorsa ha lasciato l’Empoli? 

“In realtà sarei potuto arrivare in Italia anche prima: nel 2021 mi voleva la Juventus Under 23. In Toscana sono stato da Dio dai tifosi ai compagni, infatti mi è dispiaciuto non arrivare a cento partite. C’erano diverse squadre italiane su di me, ma ho scelto il Wrexham per il progetto. Dopo aver firmato mi sono visto la serie tv su di loro: fantastica”. 

Ryan Reynolds e Rob McElhenney sono presenti? 

“Certo, ci bombardano di messaggi e frasi motivazionali”.

La Nuova Zelanda in tre fotografie? 

“Mare, natura selvaggia, serenità”. 

Se non avesse fatto il calciatore? 

“Avrei continuato nel ristorante di famiglia. In cucina me la cavo”. 

I suoi hanno già impostato la sveglia? 

“Il debutto è contro l’Iran. Giocheremo alle 3 italiane. Saranno davanti alla televisione con gli occhi lucidi”. 

Ma se vince almeno una prima partita, promette che vedrà il Signore degli Anelli? 

“Sì, dai: mio fratello sarà contento”.

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