Liberali: "Voglio regalare la A al Catanzaro. Il Milan? Non ho rimpianti"

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Cresciuto nel Milan, stellina delle varie Under azzurre, appassionato di arte, oggi vuole dare una gioia ai calabresi: "Vivono di calcio"

Andrea Barilaro

16 maggio - 14:57 - MILANO

Mattia Liberali, il Mago di Lissone, oggi agita la bacchetta sotto il sole di Catanzaro. Il bagno l’hai già fatto?  "L’altro ieri". Praticamente come quando eri in Brianza.  "Eh, qui è un’altra cosa" (prende il telefono, lo gira verso la finestra e... niente: sole che spacca le pietre e cielo azzurro che Lissone spostati proprio). Mattia, di cosa vuoi parlare?  "Ah beh, ci sono tante cose da dire...". In ordine sparso: i dieci anni di Milan, la prima volta a Milanello, l’esordio in A ancora minorenne, le sfide ai marziani di City e Real, il paragone con Foden, il rapporto con Fonseca, la nuova vita a Catanzaro, la lontananza da casa e famiglia, la paura di non farcela, i dubbi sul fisico, la passione per l’arte, l’imminente esame di Maturità. E se vi sembra tanto, sappiate che Mattia Liberali ha compiuto da poco 19 anni.

Mattia Liberali(14 US Catanzaro)   partita di Serie B tra Padova e Catanzaro allo stadio Euganeo  di Padova, Italia - sabato 14 marzo 2026  Sport - Calcio. (Foto di Paola Garbuio/Lapresse)

Mattia Liberali

Attaccante

Nato nel 2007, ha esordito in A col Milan nel '25-26. Passato al Catanzaro nell'estate '25. Nazionale Under 20

Partiamo dal tuo soprannome? 

"È nato dai compagni di squadra al Milan, per loro ero il Mago di Lissone perché facevo delle belle giocate (consiglio: andatevi a vedere il gol all’Inghilterra all’Europeo U17), mi dicevano che facevo sparire il pallone. Poi si è sparsa la voce e hanno iniziato a chiamarmi tutti così".

Quanto eri felice da uno a dieci quando sei entrato nel vivaio del Milan? 

"Il primo giorno non realizzi. Poi però entri al Vismara e... sbam, bellissimo. Sono cresciuto con mio nonno Romano, era milanista sfegatato e mi ha trasmesso la passione. Se n’è andato presto, ricordo però i primi anni. Veniva sempre a vedermi, e io giocavo anche per lui. Credo fosse orgoglioso. Ha avuto un ruolo importantissimo per me".

La prima volta a Milanello? 

"Magica. Ricordo l’ingresso: una volta dentro, non dovevo più girare a destra per andare con la Primavera, ma potevo andare dritto verso lo spogliatoio della Prima squadra. Tralascerei gli allenamenti con Pioli, perché lì ero aggregato. La vera prima volta è stata nell’estate 2024, prima della tournée con Fonseca. All’inizio parlavo tanto con Calabria, Florenzi e Gabbia, anche lo stesso Fonseca. Non mi conosceva, poi durante le amichevoli si è instaurato un bellissimo rapporto".

Il miglior consiglio che ti hanno dato? 

"Ringrazierò sempre Florenzi. Non era tanto un consiglio, quanto una semplice frase. Mi diceva: ‘Stai tranquillo e fai quello che sai fare. Quello che ti fa divertire. E una volta che ti diverti, viene tutto più facile’. È successo anche qui a Catanzaro. Alla prima da titolare in B contro il Sudtirol ero teso, poi Di Francesco mi fa: ‘Stai sereno, fai quello che sai’. E da lì è andato tutto in discesa".

Ricordo l’ingresso: una volta dentro, non dovevo più girare a destra per andare con la Primavera, ma potevo andare dritto verso lo spogliatoio della Prima squadra

Mattia LiberaliSulla prima volta a Milanello

Tournée uguale amichevoli con City e Real: una parola? 

"Choc. E già col Rapid Vienna, quando ho giocato titolare nella prima amichevole dell’anno. Mi dicevo: ‘Mamma mia, di già?’. Poi è arrivato il City. Pensavo: ‘Vabbè, al massimo mi metterà per cinque minuti’. Invece ho giocato mezz’ora. Ero bello carico, però non teso. Non vivo mai le cose con troppa pesantezza".

AC Milan's forward Mattia Liberali (R) controls the ball controls the ball during the pre-season club friendly football match between Manchester City and AC Milan at Yankee Stadium in New York on July 27, 2024. (Photo by Charly TRIBALLEAU / AFP)

Poi arriva la partita col Real Madrid... 

"In rifinitura Fonseca mi ha messo titolare. Io ero tipo: ‘Dai, ma non posso...’. Ricordo l’ingresso allo stadio di fianco a Modric. Al fischio d’inizio avevo di fronte Endrick. E ho pensato: ‘Cavolo, ’sto qua lo hanno pagato 80 milioni ed è vicino a me...’. A fine primo tempo Brahim Diaz mi ha fatto i complimenti, poi ho parlato anche con Rudiger".

E infine l’esordio in Serie A in Milan-Genoa: era il 15 dicembre 2024. 

"Che coincideva con la festa per i 125 anni del club. Prima della partita c’erano tantissime leggende. Cioè, una serata pazzesca".

Piccola o grande festa? 

"Ahimè abbiamo pareggiato, in caso di vittoria sarebbe stato il top del top. Ma non mi lamento. I miei amici erano pure più gasati di me. Perché all’inizio fatichi a mettere a fuoco, non realizzi. Loro invece erano infuocati".

Quando hai ripreso in mano il telefono? 

"Si stava rompendo! Avevo messaggi da amici, parenti... Stava veramente esplodendo".

Se chiudi gli occhi cosa vedi? 

"Lo stadio durante il riscaldamento. Appena entrato in campo mi sono guardato intorno, era tutto pieno".

AC Milan's Italian midfielder #30 Mattia Liberali (R) shoots the ball past Genoa’s Danish midfielder #32 Morten Frendrup (L) during the Italian Serie A football match between AC Milan and Genoa at the San Siro Stadium in Milan, on December 15, 2024. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

E cosa senti? 

"Il coro che mi ha dedicato la Curva Sud".

Mattia, ma in Italia il talento c’è? 

"Io ho incontrato tantissimi giocatori di talento. Io lo vedo, l’ho toccato con mano".

E allora perché non lo sfruttiamo? 

"Bisogna dare tempo ai ragazzi, fargli capire che il calcio dei grandi è diverso da quello giovanile. Un po’ come ha fatto il Catanzaro con me. Aspettare il momento giusto, lasciare spazio per sbagliare. Perché non è che un giocatore, anche se pronto, appena entra deve spaccare le partite".

Hai paura di essere troppo ‘piccolo’ per sfondare in un calcio sempre più fisico? 

"Paura no, però non essendo il prototipo del calciatore che il calcio moderno vuole, bisogna trovare un ambiente giusto e un modo di giocare specifico. Se fossi 190 centimetri e corressi da matti, potrei giocare dappertutto. E non dovrei farmi chissà quanti problemi. Per altri è difficile. Ma io sono tranquillo perché con me ho gente fortissima, come il mio agente Alessandro Lucci".

Mattia Liberali plays during the Serie A match between AC Milan and Genoa at Giuseppe Meazza Stadium in Milano, Italy, on December 15, 2024. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto) (Photo by Mairo Cinquetti / NurPhoto via AFP)

Se Mattia Liberali fosse nato in Spagna? 

"Non lo so davvero. So solo che a me il calcio spagnolo piace tanto, quindi sicuramente mi sarei divertito".

Ti è mai stato detto che avresti dovuto mettere su peso e cambiare modo di giocare? 

"Mi è capitato, anche l’anno scorso: sei piccolo, mi dicevano. Il calcio di oggi è tanto fisico e da una parte era anche giusto migliorare dal punto di vista atletico, però non parlo di muscoli. Perché, se sei più grosso, non significa per forza che sei più forte. È questione di gambe, oggi vanno a tremila, li vedi in Champions. Non si fermano mai. A Catanzaro non sono diventato più grosso, bensì più forte atleticamente".

Il tuo fisico è stato uno dei motivi per cui non hai rinnovato con il Milan? 

"Beh, sì. In estate è nata l’opportunità di venire a Catanzaro e l’ho colta. Assieme al mio agente abbiamo parlato col direttore Polito e mister Aquilani, avevano un bel progetto. E la B è un campionato molto formativo per un giovane come me".

Zero rimpianti. Io sono uno dritto, quando scelgo qualcosa è perché sono sicuro al 100%"

Mattia LiberaliSull'addio al Milan

Hai qualche rimpianto o non ti guardi indietro? 

"Zero rimpianti. Io sono uno dritto, quando scelgo qualcosa è perché sono sicuro al 100%".

Costacurta ti ha paragonato a Foden, è stato un peso? 

"Per niente. Anzi, sono cose che ti gratificano. Devi però essere bravo a non esaltarti troppo. Serve equilibrio".

Una parola per lui? 

"Fenomenale".

Musiala? 

"Genio".

Yamal?

"Alieno”.

 Michael Olise of FC Bayern Munich shoots while under pressure from Nuno Mendes of Paris Saint-Germain during the UEFA Champions League 2025/26 Semi Final Second Leg match between FC Bayern München and Paris Saint-Germain at Football Arena Munich on May 06, 2026 in Munich, Germany. (Photo by Adam Pretty/Getty Images)

Michael Olise. Afp

Olise? 

"Ha una caratteristica che è pazzesca. Quando ti punta sei sicuro che ti salta, devi solo capire da che lato".

Leao? 

"Straripante. Quando accende il motore non lo prendi".

Hai mai avuto paura di non farcela? 

"È capitato che mi dicessi: ‘Cavolo, forse potevo magari fare qualcosa di più’. Dubbi ne ho avuti, ho pensato di non essere all’altezza".

Cosa ti ha fatto andare avanti? 

"L’ambizione. So dove voglio arrivare e come devo fare".

LIBERALI esultanza dopo gol  durante la partita tra Catanzaro e Frosinone  . del Campionato italiano di calcio Serie BKT 2025/2026 -  Stadio Nicola Ceravolo. Catanzaro , Italia -01 Marzo  2026- Sport calcio (foto di Francesco Mazzitello/LaPresse)

Anche i primi mesi a Catanzaro? 

"All’inizio la gente si aspettava tutto subito. Il calcio di oggi è così, non ti aspetta. Non è stato semplice non giocare per sei mesi ed essere lontano da casa. Ma in quel momento è importante lavorare e non mollare. Che giochi tutta la partita o zero minuti, devi avere la stessa fame".

Come va la vita da uomo di casa? 

"All’inizio è stato più difficile, anche perché non è che sia tutto questo chef (sorride). Però, vivendo da solo, sono riuscito a trovare il mio equilibrio. E ho imparato a cucinarmi due o tre cose per la dieta".

Il cavallo di battaglia? 

"Il risotto mi viene abbastanza bene. Poi, quando i miei scendono a trovarmi, provo anche a sperimentare".

Mamma e papà ti mancano? 

"All’inizio un po’ sì, così come gli amici. Mi manca vederli la sera, andare a fare un giro. Poi però capisci che ognuno deve prendere la propria strada e affrontare i sacrifici che comporta".

 Mattia Liberali of Italy U19 celebrates  after scoring his team's second goal (2-1) during the Elite Round match between Italy U19 and Spain U19 at Stadio Nicola Ceravolo on March 22, 2025 in Catanzaro, Italy.  (Photo by FIGC/FIGC via Getty Images)

Quest’anno hai anche la Maturità... 

"La scuola è importantissima. Ti educa, ti forma. Ma non è semplice starci dietro. Ogni anno ho cambiato scuola, perché quando passi dal settore giovanile alla Primavera cambia tutto".

Materia preferita? 

"Mi piace diritto, più in generale le scienze. Tipo fisiologia".

Ultimo libro letto? 

"Leggo poco...".

Sei più uno da film e serie tv? 

"In realtà nel tempo libero disegno, mi piace perché mi rilassa. La passione me l’ha trasmessa mia mamma, lei è molto brava però negli anni non è riuscita a coltivarla. Disegno su tela, in quei momenti stacco completamente la spina da tutto, calcio compreso".

A chi ti ispiri? 

"Mi piace la street art, quindi Banksy. Di solito cerco dei disegni su internet e provo a replicarli, ma niente di serio eh (bugia, i lavori sono davvero bellissimi)".

Diciamolo, l’Europeo U17 vinto nel 2024 ne avrebbe meritato uno... Due parole sull’esperienza? 

"Parto dal girone di qualificazione in Finlandia. Mia nonna è venuta a mancare quei giorni, prima che partissi mi aveva chiesto di dedicarle un gol e così ho fatto. Glielo avevo scritto, però non mi aveva risposto. I miei non me l’hanno detto subito. Poi, una volta tornato, ho saputo della notizia e ho voluto dedicarle la vittoria dell’Europeo a Cipro. Un’esperienza unica. E che gruppo: Mosconi, Camarda... Ricordo i bagni al mare. Per quanto stavamo bene era più una vacanza, ce la siamo goduta fino alla fine".

Un sogno? 

"Regalare un qualcosa di grande alla gente di Catanzaro. Vivono di calcio, tutti conoscono la squadra. Ricordo l’esordio in campionato, dopo che lo speaker ha detto il mio nome hanno urlato. E anche il mio arrivo, mentre gli altri giocavano il pubblico mi applaudiva e guardava più me che l’amichevole. È stato bello, non me lo aspettavo".

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