Leo Fabbri, obiettivi di peso: "Voglio l'oro e il record europeo"

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Il toscano si presenta a Birmingham da favorito come primatista mondiale dell'anno: "Ho trovato continuità di rendimento, punto i 23 metri e sogno un podio tutto italiano"

Andrea Buongiovanni

Giornalista

16 luglio - 09:52 - MILANO

Continuità: quella che Leo Fabbri, dopo alcuni flop in rassegne globali, insegue da tempo e che ora ha finalmente raggiunto. Il 29enne gigante fiorentino, come nel 2025, anche quest’anno nella lista mondiale del getto del peso guarda tutti dall’alto in basso. Il 22.74 col quale, 12 giorni fa, ha vinto la prestigiosa tappa di Diamond League di Eugene davanti pure a cinque statunitensi, certifica che nella specialità c’è lui e poi tutti gli altri. 

Ha vinto 7 delle ultime 8 gare e 10 delle 13 della stagione all’aperto: ha trovato la quadra? 

"In aprile e maggio, dopo il lungo raduno invernale in Sudafrica, ho ben lavorato tecnicamente: adesso raccolgo i frutti. Ho stabilità e fiducia in me stesso". 

Lo dimostrerà anche quando più conterà? 

"Credo di sì: negli ultimi mesi, proprio per curare tutti i dettagli, al mio staff ho aggiunto un allenatore del respiro. Mi permette di entrare in gara concentrato soltanto su quello che devo". 

Può dettagliare? 

"Il mio mental coach Stefano Tavoletti mi ha introdotto al buddismo zen in senso filosofico, come stile di vita, e alla pratica dello yoga. A inizio primavera, in un corso in un centro buddista di Pomaia, vicino a Cecina, mi ha presentato Michele Bovo. Vive all’Elba: ci incontriamo una volta alla settimana su Zoom. Mi insegna tecniche di respirazione molto utili, che esercito tutti i giorni". 

Quali benefici ne trae? 

"Ossigeno il corpo, entro nel flow, mi attivo come devo e recupero al meglio. In generale mi aiuta a gestire bene le gare". 

Anche gli insulti via social denunciati in inverno? 

"Tutto serve, pure momenti così: ho capito tante cose. Oggi affronto le situazioni con più leggerezza, cercando di divertirmi". 

Crede di avere altri margini di progresso? 

"Ho la caviglia sinistra debole: il piede, all’inizio dell’azione, può spingere meglio. Se non cede, la misura è una conseguenza. Faccio lavori di rinforzo e, in generale, di visualizzazione". 

E con la dieta, persi i "famosi" 25 chili del 2022-2024, come va? 

"Seguo un regime alimentare piuttosto preciso. Periodicamente sono controllato da Diego Fortuna, mio nutrizionista ed ex discobolo azzurro. Ma senza esagerazioni: i parametri sono buoni e quando mi guardo allo specchio mi piaccio. Sto bene". 

È pronto per i 23 metri o per il 23.08 del record europeo che il tedesco orientale Ulf Timmermann detiene dal maggio 1988? 

"Ci credo, forse anche troppo. E a volte mi condiziona, mi porta a strafare". 

Perché i tedeschi, che dominavano, sono spariti? 

"Non hanno mai condiviso nulla e pagano le conseguenze: accade l’inverso. Tre sono sopra i 20 metri, ma un nuovo Storl non c’è. Usano ancora la forza: con la rotazione serve a poco". 

Nella lista europea 2026 ha 1 metro e 36 di margine sul secondo, lo svedese Petterson: a Birmingham bisserà il titolo di Roma 2024? 

"All’Olimpico, per la prima volta in un grande evento, mi presentai da favorito. E fu bellissimo. Spero di ripetermi. Anche se la doppia gara in un giorno, tra qualificazione e finale, per di più in apertura di manifestazione, può sempre riservare sorprese". 

Come si presenta la situazione continentale? 

"Con Weir e Ponzio sogno un podio tutto italiano: ma il britannico Lincoln, in casa, sarà pericoloso. Come lo stesso Petterson, che però è in fase calante, e il polacco Bukowiecki, che invece ha un gomito malconcio". 

Cosa prevede il suo programma di avvicinamento, dopo il successo di martedì a Budapest? 

"Preparerò gli Assoluti di Firenze di sabato 25 a Schio. E il 1° agosto gareggerò a Vicenza". 

Schio, la città di coach Dal Soglio, è sempre più anche sua?

"Ci vivo dal 2022 e ho casa dal 2023: prima con Weir, ora da solo, visto che Zane, a maggio, è diventato papà e fa la spola con Udine, dove abita la sua compagna". 

Gli Assoluti, però, saranno nel suo giardino... 

"Al Ridolfi avrò tanto tifo e mi esalterò. Amo il pubblico caloroso, come a Eugene. Dove ho dimostrato che il successo al Golden Gala non era stato casuale. Ma gli statunitensi mi hanno fregato lo stesso...". 

In che senso? 

"Ho comprato un telefono e ho un sacco di problemi con le SIM. Mi innervosiscono, come il fatto che non abbiano incluso la gara del peso agli Ultimate Championships di fine stagione a Budapest".

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