Lehecka, la scalata Atp e la prima finale in un 1000. Ma con Sinner ci vorrà un miracolo

2 ore fa 2

Il tennista della Repubblica Ceca vive il momento migliore della sua carriera, ma nelle tre sfide precedenti non ha mai impensierito il numero 2 del mondo

Lorenzo Topello

Collaboratore

28 marzo - 19:00 - MILANO

Jiri Lehecka unisce solidità e una puntina di inconsapevolezza. Come quando confessò: “A volte gioco talmente tanto che non mi accorgo neanche del tempo che passa”. Era il 2022: sono passati quattro anni e il coetaneo di Sinner di strada ne ha macinata parecchia. Il ranking gli sorride come non mai, in bacheca ha accumulato finora due titoli 250 e ora ha la possibilità di far centro alla prima finale 1000 in carriera, raggiunta anche grazie a una statistica mostruosa al servizio e diverse certezze in più nel borsone. Serviranno soprattutto quelle, per spuntarla contro Jannik nell’ultimo atto di Miami.

soddisfazioni

—  

Jiri Lehecka sbarca alla finalissima in Florida con un carico di soddisfazioni grande così, per più di un motivo. Primo: anche perdendo, inizierà la prossima settimana al numero 14 del mondo, ovvero il best ranking. Secondo: la gioia di aver trovato la prima finale a livello 1000 che in qualche modo chiude un cerchio aperto due anni fa, quando si è fatto strada a Madrid fino alla semifinale persa per ritiro contro Auger-Aliassime, a causa di un infortunio alla schiena. Terzo: un dato clamoroso col servizio, mai perso in tutto il torneo di Miami. Una statistica che nessun tennista a livello 1000 faceva registrare dai tempi di Djokovic a Shanghai, otto anni fa, anche se Jiri ha glissato a riguardo: “Ma posso migliorare. Anche contro Fils in semifinale sentivo di poter fare di più”. Insomma, ha vinto 6-2 6-2… 

stima

—  

Ma Lehecka conosce Sinner meglio di parecchi altri, nel circuito. E quindi ha alzato il livello di guardia: “In finale sarà un match tosto contro un avversario diverso dagli altri. Dovevo migliorare la costanza, finora, soprattutto negli allenamenti. E prima di questo 2026 non mi ero dato obiettivi specifici in termini di risultati”. Una leggerezza che forse gli ha portato fortuna. Come quando l’ha presa sul ridere, l’ultima volta che ha affrontato Jannik. Terzo turno dello scorso Roland Garros, l’azzurro domina 6-0 6-1 6-2. Il ceco preferisce alleggerire e pubblica uno scatto sui social: lui che esulta con la didascalia "Pensate che stessi facendo festa per un match o un set vinto? No, questo è ciò che provi quando vinci un game contro Jannik Sinner al Roland Garros”. I due dopotutto si stimano reciprocamente: Lehecka è stato il primo con cui l’altoatesino si è allenato sulla terra rossa del Foro Italico al rientro dalla sospensione per il caso Clostebol. I due hanno giocato un match amichevole che curiosamente rappresenta anche l’unica vittoria di Jiri. Poi si contano tre ko. 

precedenti

—  

Lehecka, oltre al ko di Parigi, ha raccolto sconfitte da Sinner per due volte sul cemento: nel 2024 a Pechino e Indian Wells, in entrambe le occasioni ai quarti di finale e senza vincere un parziale. Ci sarebbe un curioso quarto precedente, fra i due, a livello Challenger: maggio 2019, al torneo ceco di Ostrava. Sinner si impose, facendosi poi strada fino alla finale e decollando infine alle due di notte della domenica per arrivare in tempo a Roma. Era stato inserito nel tabellone di qualificazioni e non poteva mancare l’appuntamento. Anche in Repubblica Ceca, comunque, l’azzurro non concesse granché: 6-4 6-2. Lehecka deve aver preso appunti fin da quella volta, aiutandosi poi con team e mental coach: “Mi hanno aiutato tutti molto. E anche grazie a loro non ho dubitato che sarei arrivato in alto” diceva qualche tempo fa, prima di aggiungere “ora lo step da superare è battere prima o poi Djokovic o Alcaraz”. Con Carlos ha fatto jackpot l’anno scorso, con Nole l’impresa è fallita. Ora, a Miami, c’è un esame di maturità grande così.

Leggi l’intero articolo