Leao è Peter Pan e il Milan non è la sua isola: perché separarsi sarebbe la cosa migliore per tutti

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 Rafael Leao of AC Milan Massimiliano Allegri smiles during AC Milan training session at Milanello on March 10, 2026 in Cairate, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

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Rafa altrove avrebbe la possibilità di liberare il suo talento, imprigionato in rossonero, e il club potrebbe incassare. Perché quelle viste a Roma sono scene da un matrimonio agli sgoccioli

Sebastiano Vernazza

Giornalista

17 marzo - 11:24 - MILANO

Questo ragazzo soffre di un’immaturità perenne, come se gli anni scorressero al contrario. Lo abbiamo pensato l’altra sera, nell’osservare Leao protagonista di una nuova scena buffa, contro la Lazio all’Olimpico. Nella stagione scorsa, alla fine di agosto del 2024, nello stesso stadio e contro la medesima squadra, si era ammutinato assieme a Theo Hernandez. I due avevano disertato la riunione tecnica volante chiamata da Paulo Fonseca sul campo, durante la pausa rinfrescante per caldo. Domenica è uscito con lentezza, indispettito per la sostituzione, ha respinto l’abbraccio di Massimiliano Allegri e in spogliatoio ha litigato con Christian Pulisic, colpevole di non avergli passato un pallone. Scene da un matrimonio agli sgoccioli. Leao l’incompiuto, l’insofferente, un Peter Pan sempre in cerca dell’isola che non c’è, vale a dire un calcio senza allenatori in cui tutti sono liberi di giocare come gli va. 

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