Gambe gonfie, pesanti e doloranti: sono alcuni dei sintomi che accomunano linfedema e lipedema, due patologie spesso confuse
Anna Castiglioni
15 maggio - 12:20 - MILANO
Gambe gonfie, pesanti, doloranti. Molte donne pensano subito a un problema di circolazione o a qualche chilo in più, ma non sempre è così. Linfedema e lipedema sono due condizioni diverse che vengono spesso confuse - anche perché possono avere sintomi simili - e che colpiscono in maggioranza la popolazione femminile. Capirne le differenze è importante soprattutto perché una diagnosi precoce può aiutare a gestire meglio i sintomi e la qualità della vita.
linfedema e lipedema non sono la stessa cosa
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La principale differenza riguarda l’origine del problema. Il linfedema è legato a un malfunzionamento del sistema linfatico, cioè la rete che aiuta a drenare i liquidi dai tessuti. Quando questo sistema non funziona correttamente, i liquidi tendono ad accumularsi e provocano gonfiore. Il lipedema, invece, è una patologia infiammatoria del tessuto connettivo con accumulo anomalo di tessuto adiposo, soprattutto nella parte inferiore del corpo e nelle braccia. Non si tratta semplicemente di grasso localizzato: è una condizione cronica che può provocare dolore, pesantezza e una marcata sproporzione tra tronco e gambe.
come si presenta il linfedema
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Il sintomo più tipico del linfedema è il gonfiore, che può comparire a gambe e braccia in modo asimmetrico o bilaterale, anche se spesso tende a essere più evidente da un lato. Può interessare anche piedi o mani e tende a peggiorare nel tempo se non viene trattato. All’inizio il gonfiore può essere lieve e comparire soprattutto a fine giornata. Con il passare del tempo la pelle può diventare più tesa e la sensazione di pesantezza più evidente. In alcuni casi si avverte difficoltà nei movimenti o fastidio quando si indossano scarpe, anelli o vestiti aderenti.
i segnali tipici del lipedema
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Nel lipedema il gonfiore è più simmetrico e interessa soprattutto cosce, fianchi, glutei e gambe. Una delle caratteristiche più comuni è la sproporzione tra parte superiore e inferiore del corpo: il busto può restare relativamente magro mentre le gambe aumentano di volume. A differenza del linfedema, piedi e mani di solito non sono coinvolti. Inoltre il tessuto può risultare doloroso al tatto e soggetto a lividi frequenti. Molte donne descrivono una sensazione costante di pesantezza e tensione alle gambe, anche senza aver fatto sforzi particolari.
Quando lipedema e linfedema si sovrappongono: il lipolinfedema
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In alcune persone le due condizioni possono coesistere: si parla allora di lipolinfedema. Succede quando, nel tempo, al lipedema si associa anche un’alterazione del sistema linfatico. In pratica, oltre all’accumulo anomalo di tessuto adiposo compare anche un ristagno di liquidi, con un gonfiore più marcato e persistente. In questi casi le gambe possono diventare ancora più pesanti e voluminose, e il gonfiore può arrivare a coinvolgere anche piedi e caviglie, cosa che nel lipedema “puro” di solito non accade. Riconoscere il lipolinfedema è importante perché richiede una gestione ancora più mirata, che tenga conto di entrambe le componenti del problema.
La differenza tra gonfiore e accumulo adiposo
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Nel linfedema il problema principale è il ristagno di liquidi. Nel lipedema, invece, il volume aumenta soprattutto per l’accumulo di tessuto adiposo alterato. È anche per questo che le due condizioni possono reagire in modo diverso a dieta e attività fisica. Chi soffre di lipedema spesso nota che, nonostante il dimagrimento generale, alcune zone del corpo continuano a mantenere la stessa forma e proporzione. Nel linfedema, invece, il gonfiore può cambiare durante la giornata e rispondere maggiormente al movimento o alla compressione.
Perché linfedema e lipedema vengono spesso confusi
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La confusione nasce dal fatto che entrambe le condizioni possono causare gambe ingrossate, pesantezza e disagio quotidiano. In molti casi il lipedema viene scambiato per obesità o ritenzione idrica, mentre il linfedema può essere sottovalutato nelle fasi iniziali. Non è raro nemmeno che le due condizioni convivano. Per questo una valutazione specialistica è fondamentale quando il gonfiore persiste nel tempo o cambia progressivamente. Un gonfiore che dura a lungo, una sensazione costante di pesantezza, dolore al tatto, lividi frequenti o cambiamenti nella forma di gambe e braccia non sono e non dovrebbero essere la norma. Anche il coinvolgimento di piedi e mani può essere un indizio utile per orientare la diagnosi. Il primo passo è evitare il fai-da-te e rivolgersi a specialisti esperti di sistema linfatico e patologie vascolari. Arrivare presto a una diagnosi corretta può aiutare a gestire meglio i sintomi e rallentare l’evoluzione della condizione.

