La 'tabella pazza' di Trump, così ha gonfiato i dazi

1 giorno fa 3

La 'tabella dei dazi reciproci' con cui Trump ieri ha accompagnato il suo 'Liberation Day', la lista dei cattivi che estorcono denaro agli Usa tramite il loro surplus commerciale, fa arrovellare gli economisti: i dazi europei sulle merci Usa risultano al 39% mentre gli esperti li stimano fra l'1%, il valore ufficiale dichiarato dall'Ue, e il 3%. E una volta pubblicata la formula usata dalla Casa Bianca gli esperti avanzano il loro verdetto: i dazi attribuiti da Trump agli altri Paesi per giustificare le sue ritorsioni - contro-dazi 20% per stare all'Ue - sono tutti sbagliati. E sono tutto fuorché reciproci.
    Paul Krugman, Premio Nobel americano all'economia, la mette così: "la colonna di sinistra che mostra i dazi che gli altri Paesi applicherebbero sui prodotti Usa è completamente folle. La Ue, come gli Usa, ha dazi generalmente molto bassi, in media il 3% sui prodotti Usa. Da dove viene questo 39%? non ne ho idea".
    La risposta alla domanda di Krugman è arrivata direttamente dall'Us Trade Representative, il ministero del Commercio: la formula 'pazza' prende il deficit Usa con ciascun Paese e lo divide per il valore delle importazioni. Il quoziente, moltiplicato per cento, viene poi diviso per due per calcolare i dazi che d'ora in avanti gli Usa applicheranno agli altri Paesi.
    E' così che Paesi come Vietnam e Cambogia si sono ritrovati con dazi punitivi del 46 e 49% rispettivamente. E che complessivamente gli Usa hanno riportato il valore medio dei dazi su ciò che importano - inclusa la base del 10% per tutti fuorché Messico e Canada - a livelli che non si vedevano almeno dal 1927.
    E' probabile, stando al caso europeo, che il team degli esperti di Trump voglia punire l'Unione europea per una serie di altri fattori, che non sono dazi. La regolamentazione più stringente sui prodotti agricoli o quella che impedisce l'import del pollame Usa trattato col cloro. Ma, soprattutto, Trump conteggia come dazi l'applicazione dell'iva alle dogane Ue, che tuttavia vale per tutti i produttori europei e dunque non discrimina i produttori americani. "Trump vende una bufala dicendo che l'Europa mette il 39% sui dazi, perché lui conteggia anche l'Iva che non è un dazio. Possibile che non lo sappia?", dice a Rai Radio1 l'economista Carlo Cottarelli.
    Più in generale, l'idea sottostante ai calcoli esorbitanti dei dazi Usa è messa nero su bianco dal Trade Representative: "portare i deficit bilaterali commerciali a zero". Ma è impossibile, ed equivarrebbe automaticamente ad azzerare il surplus finanziario Usa che fa le fortune di Wall Street.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo