La scalata dei due Matteo: erano fuori dai 100, ora vedono la top 30

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All'inizio del torneo Arnaldi era n.104, Berrettini 105: hanno già guadagnato oltre 50 posizioni. Chi vince il derby e approda in semifinale a Parigi, balza a ridosso dei primi 30 Atp

Marco Iaria

Giornalista

2 giugno - 16:08 - MILANO

Questa è una doppia storia di resilienza, di corpi sfilacciati e ricomposti, di amore viscerale per il tennis e l’agonismo, ma anche, più prosaicamente, di posizioni scalate in classifica. I due Matteo, Arnaldi e Berrettini, vedono in questo Roland Garros il teatro della rinascita. Il primo, 25 anni, è stato tra gli eroi di Davis nel 2023 ed è arrivato al numero 30 nel 2024; il secondo, 30 anni, beh, ha fatto da precursore a quest’età dell’oro del tennis italiano, con la storica finale di Wimbledon nel 2021 e il 6° posto nel ranking mondiale. Hanno cominciato questa cavalcata parigina fuori dai top 100: n. 104 Arnaldi, n. 105 Berrettini. Ma la rincorsa del tennista ligure è iniziata prima. 

arnaldi

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Dopo aver patito per tutto il 2025 un infortunio al piede destro (una microfrattura da stress al sesamoide), in primavera ha iniziato a lavorare con Fabio Colangelo, ex coach di Lorenzo Sonego, ed è tornato a vincere: primo titolo della carriera nel Challenger 175 di Cagliari, terzo turno agli Internazionali con lo scalpo del top ten De Minaur e ora quarti al Roland Garros. Con i 400 punti di Parigi già messi in cassaforte, Arnaldi si è portato a ridosso dei primi 50 nella classifica virtuale, esattamente al 53° posto. In caso di successo nel derby azzurro contro Berrettini (i punti Atp per una semifinale Slam sono 800), salirebbe in 34ª posizione, a pochi passi dal suo best ranking. 

berrettini

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Non si contano i guai fisici del romano, campione sfortunato. A causa dei soliti addominali, che l’hanno martoriato nel corso della carriera, è stato costretto a saltare la trasferta australiana di inizio stagione. Il rientro è stato lento e contrassegnato da alti (il 6-0 6-0 a Medvedev a Montecarlo) e bassi (la sconfitta con Prizmic a Madrid, con quel “Non riesco a competere” e l’uscita dalla top 100). Delusione nella sua Roma, exploit a Parigi. La maratona vinta contro Comesana è il manifesto di questa nuova vita, in cui “The Hammer” ha ritrovato le giuste motivazioni, sospinto dagli incoraggiamenti di Thomas Enqvist (“Ogni giorno mi dice che sono uno dei giocatori più forti del mondo”), da marzo al fianco del coach Alessandro Bega. I quarti al Roland Garros lo hanno spinto al 47° posto (+58 posizioni). Se dovesse essere lui a staccare il pass per le semifinali, salirebbe al 32° posto. Ultima curiosità: come mai, partendo dalla casella 104, Arnaldi si trova adesso 53°, dietro a Berrettini che ha iniziato il torneo da numero 105? L’anno scorso Arnaldi arrivò al secondo turno a Parigi e quindi ora deve scartare 50 punti: il guadagno, al momento, è di 350. Berrettini, invece, fu costretto a saltare lo Slam sulla terra, pertanto i 400 punti dei quarti sono “pieni”.

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