Il nuovo allenatore del Milan nei suoi primi allenamenti: le impressioni e l'impronta sui rossoneri
Amorim vuole stare al centro del Milan ed è quasi un bisogno fisico. Durante la prima esercitazione della stagione, lunedì pomeriggio, stava in mezzo al campo, la sua vecchia posizione da calciatore, e istintivamente cercava la palla, la rubava a Gila, quasi andava a saltare sui rinvii del portiere. In un video, lo si vede partecipare a un torello dei giocatori con entusiasmo fuori scala. Un po' è scherzo, un po' voglia di partecipare. Vedendolo da vicino, si ha l'impressione di un uomo alla ricerca della gioia di allenare, di quel fuoco dentro di sé che il Manchester United - altro che diavoli - ormai spegne a tanti. E poi, è impossibile non notare come Amorim in alcune situazioni sia l'opposto di Allegri.
amorim e allegri
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Allegri affidava buona parte dell'allenamento al suo staff molto ampio, allargato per l'occasione la scorsa estate, e interveniva in momenti specifici. Amorim no, ha uno staff decisamente meno numeroso e si muove spesso in prima persona. Allegri parlava in italiano alla squadra e Amorim no, non ancora: inglese. Ha fatto un breve discorso alla squadra, è rimasto sempre vicino ai giocatori, si è fermato a ragionare a lungo soprattutto con Mario Gila.
amorim e i giocatori
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L'impressione è che con i giocatori voglia stabilire un rapporto familiare ma diretto, sincero. "Per qualsiasi cosa possiate avere bisogno, sono qui, sono a disposizione - ha detto nel discorso pre-allenamento -. Per ogni discussione vi difenderò, se avrete ragione". Se avrete ragione, non a prescindere: altri non l'avrebbero detto. Amorim il primo giorno non si è concentrato in particolare sui giovani ma lo farà presto e a qualcuno darà certamente una chance, come Allegri ha fatto con Bartesaghi. È stato scelto anche per questo.
amorim sul campo
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In campo, si è vista una linea chiara, anche se sarebbe assurdo arrivare a conclusioni dopo due o tre allenamenti. Amorim fa giocare la squadra con il 3-4-2-1, lavora sulla circolazione della palla, usa sempre il pallone, chiede di ricominciare dalla difesa se un esercizio non riesce. Nella prima esercitazione tattica ha alternato due squadre, che entravano e uscivano per dare riposo ai giocatori e ritmo all'allenamento, e presto strutturerà i meccanismi di pressione, altro grande cardine del suo progetto. Se sarà un Milan vincente, lo capiremo. Che sia un Milan diverso, è evidente.


