La Lega come Orban e Trump: 'Anarchici e antifa sono terroristi'

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Mettere al bando il movimento degli 'Antifa' e quello anarchico definendoli un'associazione terroristica. La Lega lancia la sua proposta di legge, sulla scia di quanto già fatto dal presidente americano Donald Trump e da quello ungherese Viktor Orban. Ad annunciarlo è il primo firmatario della pdl che presto sarà depositata in Parlamento, Eugenio Zoffili, capogruppo del Carroccio in commissione Difesa alla Camera e vicepresidente dell'Assemblea parlamentare Osce.

"La nuova legge definirà gli Antifa, che nulla hanno a che vedere con il vero antifascismo, organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che con le loro azioni violente mettono a repentaglio la sicurezza e la stabilità del nostro Paese". Sotto i riflettori finirebbero quindi i gruppi anarchici e in particolare quelli degli Antifa, tornati alla ribalta nelle proteste degli ultimi anni, il cui nome deriva dall'abbreviazione del termine 'antifascista': sono un movimento politico della galassia della sinistra antagonista, diffusosi in Italia e nel resto del mondo, spesso coinvolto nelle dure contestazioni di piazza. L'idea di dichiararli fuori legge è partita diversi mesi fa da Trump, quando lo scorso settembre firmò un ordine esecutivo in cui lo stesso movimento americano veniva definito "di iniziativa anarchica militarista, che invita al rovesciamento del governo", poi seguito da Orban che annunciò una decisione simile. E in queste ore, dove a Roma sono stati fermati dalle forze dell'ordine decine di manifestanti pronti a commemorare due militanti anarchici morti, in Italia la Lega lancia lo slogan politico della "tolleranza zero contro i complici dei terroristi". Ma per Avs la proposta del partito di Salvini "è una provocazione perché è contro la Costituzione e la storia della Repubblica, che nasce dalla lotta di liberazione antifascista", dice il deputato Angelo Bonelli.

Non è l'unica polemica politica su questo fronte, ancora caldo per la vicenda del controllo di polizia avvenuto ieri in un hotel a Roma nei confronti dell'europarlamentare Iaria Salis, per una segnalazione Schengen su input della Germania. La stessa Salis su quanto accaduto ha intenzione di avviare un'azione parlamentare a Bruxelles e, attraverso il suo partito, in Italia con un'interrogazione nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Non si esclude che l'interrogazione possa essere rivolta anche al ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

L'alert europeo che ha portato al controllo era scattato alle 4 di mattina del 28 marzo e - a quanto si è appreso - i poliziotti giunti all'hotel per l'identificazione non sapevano che Salis fosse un'eurodeputata. Se dovesse arrivare la richiesta di un'interrogazione parlamentare non si può escludere che una relazione al dipartimento possa essere richiesta per spiegare punto per punto quanto è accaduto. Intanto, secondo alcuni elementi investigativi tedeschi il motivo dell'alert di Schengen sarebbe da ricercare nella vicinanza della politica italiana a gruppi tedeschi antagonisti e antifascisti - proprio come lo sono gli 'Antifa' - che sarebbero stati anche responsabili di aggressioni a esponenti di estrema destra. Nel caso specifico si tratterebbe dell'organizzazione di estrema sinistra 'Hammerbande', coinvolta in alcuni procedimenti, in Germania e in Ungheria, a seguito di aggressioni e disordini in piazza. Si tratterebbe nella sostanza dello stesso gruppo associato a Salis dai magistrati ungheresi, i quali l'avevano accusata tre anni fa.

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