La firma su Champions e Supercoppa, tante panchine e un modulo poco adatto: Com'è andato Ramos al Psg

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All'inizio l'idea era quella di associarlo a Mbappé, poi però è diventato una chiave alternativa in un attacco senza punte. Benvoluto dallo spogliatoio, è comunque riuscito a firmare gol pesanti

All'inizio l'idea era quella di associarlo a Mbappé. Poi però è diventato comunque una chiave alternativa in un attacco senza punte. Comunque indispensabile secondo i precetti di Luis Enrique che ha fatto di Gonçalo Ramos un'arma fatale per chiudere le partite nel modo giusto, e quindi alzare altri trofei. Assicurandogli un nome, nonostante lo status di “supersub” che gli hanno attribuito a Parigi, dove magari tre anni fa si aspettavano arrivasse un peso massimo del calibro di Harry Kane o Victor Osimhen.

piani

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Comunque sia, il portoghese è diventato un perno nello spogliatoio, come in fondo era stato chiamato a fare in campo, una volta prelevato dal Benfica per una cifra importante: 65 milioni di euro, più altri quindici di bonus. Tanti soldi per un giocatore sconosciuto ai più, ma che si è subito integrato mettendosi al servizio della squadra e in particolare di Mbappé nel piano iniziale che prevedeva che il portoghese facesse da pivot in area per liberare movimenti e spazi del fuoriclasse francese. Un abbinamento che non ha avuto futuro, perché il bomber di Bondy è poi passato al Real Madrid e perché Luis Enrique ha architettato il fronte offensivo su un concetto di falsi nove, mobili e fluidi. Mentre Ramos in fin dei conti rimane un nove puro, certo generoso nello sforzo collettivo, e di copertura in particolare, ma comunque forgiato secondo l'idea di un assetto tattico con una punta di riferimento.

ruolo

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E Ramos le sue doti le ha fatte valere, sfruttando al massimo le opportunità offerte. Sempre condizionate dal fatto di non partire necessariamente dal 1'. Nella prima annata, solo 16 le presenze da titolare in campionato, e due in Champions. Poco diverso il bilancio nella seconda stagione: 12 in Ligue 1, complice un infortunio, e solo una al via in Europa, con 6' nella finale stravinta ai danni dell'Inter. Nell'ultima stagione, zero da titolare in Champions, ma 30' in finale con l'Arsenal, con tanto di rigore segnato per alzare la seconda coppa. Chiudendo un'annata certo cadenzata con 13 presenze in campionato, ma iniziata al meglio, firmando al Tottenham in finale di Supercoppa europea la rete del 2-2, al 94', una quindicina di minuti dopo il suo ingresso al posto di Doué. E poi siglando uno dei rigori con cui il Psg ha inaugurato la campagna di trofei. Insomma, elementi che confermano l'affidabilità nei momenti che contano, da soppesare però in un ruolo di titolare, in cui Ramos ha deluso quando gli si è presentata l'occasione. Colpa anche di un sistema pensato per valorizzare un calcio senza riferimenti davanti. E a 25 anni, il nazionale portoghese non può che essere pronto per assumere il nuovo ruolo, lontano da Parigi.

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