Il numero 1 di RedBird ha deciso, con Ibrahimovic cercherà un allenatore offensivo. Basta 3-5-2, molto probabile rivedremo i rossoneri con il tridente
Basta prudenza. Basta blocco basso. Basta pareggi in casa con le piccole, per favore. Gerry Cardinale ha messo un'idea chiara al centro della sua rivoluzione. Vuole un Milan offensivo, divertente, giovane, a costo di rischiare di più, a costo di pareggiare 3-3 e non 0-0. Via, diciamolo: Cardinale non vuole più allenatori con approccio alla Allegri.
che cosa vuole cardinale
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Il Milan, in questi giorni, vive l'inizio della rivoluzione. Classico momento in cui può succedere di tutto, c'è entusiasmo, il popolo prende iniziative. Ad esempio, andare in Austria a incontrare Rangnick. Normale che non ci siano certezze: a due giorni dall'allontanamento di Furlani, Tare, Moncada e Allegri, il Milan cerca ancora un allenatore e un direttore dell'area tecnica. Iraola ha forti dubbi, questo si è capito, ma la scelta di incontrarlo e puntare su di lui è un segnale chiaro: l'identikit è quello di un allenatore giovane, coraggioso, aggressivo. Un allenatore che prepari una squadra intensa. C'è un dato, il PPDA, che misura il numero di passaggi concessi agli avversari prima di un intervento difensivo (un contrasto, un intercetto, un fallo). Il Bournemouth di Iraola è la squadra con il dato più basso in Premier: 9,9. Ogni 10 passaggi, il gioco degli avversari viene rotto. Il Milan di Allegri è una delle squadre con il dato più alto della Serie A, vicino a quota 15. C'è differenza. Se Iraola sceglie di pressare forte, Allegri preferisce abbassarsi per non dare campo agli avversari e usare il contropiede. Lascia giocare di più gli avversari.
MENO 3-5-2, PIù TRIDENTE
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E allora, immaginare il nuovo Milan non è impossibile, indipendentemente dalla scelta del nuovo allenatore. Il 3-5-2, costante dalla prima amichevole in Oriente all'ultima con il Cagliari, andrà quasi sicuramente in soffitta. L'idea del Milan è di puntare su un allenatore straniero e all'estero il 3-5-2 è raro come una pizza fatta bene: due prodotti tipicamente italiani. Molto più probabile che il Milan giochi con il tridente, come negli anni di Pioli, tenga la difesa alta e crei più occasioni. Un percorso simile a quello tentato due anni fa con Paulo Fonseca. Il punto sarà difendere la scelta, come non accadde con il portoghese, e accettare i momenti difficili che una svolta di questo tipo comporta. In caso di nostalgia del corto muso, si consiglia di rivedere una volta il video di Allegri a Ferrara e poi via, pensare ad altro.


