L’attaccante portoghese rompe il silenzio e a SportTv apre all’addio in estate: "Il Milan mi ha fatto crescere e sostenuto nei momenti difficili, ma ora sento il bisogno di provare qualcosa di nuovo"
Dall’estate del 2019 a ieri. La storia di Rafa Leao al Milan è durata sette anni: ora stanno scorrendo i titoli di coda. Per volontà dello stesso Rafa: "Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. E’ stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. Sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club. Desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. E se questo dovesse accadere, ne sarei molto felice e soddisfatto, perché significherebbe che ho fatto il mio lavoro nel migliore dei modi". Parole pronunciate a SportTv, in Portogallo, durante un evento organizzato da uno dei brand di cui è testimonial. Rafa è già lontano da Milano, a Lisbona, e a questo punto tornerà soltanto di passaggio. La storia è finita qui. Spagna, Premier League o Arabia Saudita? "No, in questo momento la cosa più importante è il Mondiale, aiutare la Nazionale e fare bene. Poi, quando arriverà il momento, valuterò le mie opzioni per proseguire la mia carriera e continuare a competere ai massimi livelli del calcio europeo".
simbolo
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Rafa era arrivato al Milan dal Lilla nell’estate 2019 per 24 milioni: una giovanissima promessa. E infatti ci è voluto tempo e il club lo ha atteso: il suo primo allenatore rossonero era stato Marco Giampaolo. Un Leao giovanissimo non aveva lasciato il segno. Lo farà, indelebile, con Pioli alla guida: campione d’Italia 2022 con il titolo di miglior giocatore del campionato. Rafa stella del Milan scudettato, leader tecnico e simbolo della tifoseria. Un anno dopo lo stesso Leao era stato trascinatore della squadra fino al derby della semifinale Champions.
involuzione
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Poi però certe vette non sono più state toccate: stagioni deludenti, anche se il suo contributo in zona gol non è mai mancato. Lascia però con la sensazione che avrebbe potuto fare di più: nella gestione portoghese di Fonseca e Conceiçao non ha dato un contributo decisivo, così come con Allegri nella stagione appena conclusa. Peggio: nelle ultime partite era tornato il giocatore insolente e svogliato, sempre accompagnato fuori dal campo dai fischi. Non ci saranno occasioni per far tornare gli applausi, Leao ha scelto di salutare. Finisce qui, con 291 presenze rossonero e 80 gol.


