A decidere il sedicesimo tra Portogallo e Croazia è stata la tecnologia “connected ball”, creata dalla Fifa insieme ad Adidas. Un sensore nella sfera di gioco che lavora a una frequenza nettamente superiore a quella delle immagini tv, aiuto fondamentale per l'arbitro Eskas
Nella partita finora più folle di questo Mondiale anche la tecnologia è diventata protagonista. Al 104’ di Portogallo-Croazia, con Modric e compagni in campo a festeggiare il gol del 2-2 di Gvardiol che valeva i supplementari, l’arbitro norvegese Eskas si è diretto al Var e sulle tv di tutti gli appassionati è comparsa una piccola onda, in concomitanza con il tocco di testa di Matanovic, con il pallone poi finito a Pasalic e, dopo una carambola, in gol. E proprio quella piccola onda è stata decisiva.
l'aiuto della tecnologia
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Tra gol, traverse e pure un recupero record, Portogallo-Croazia è stata sì decisa al Var, con l’annullamento del 2-2 croato per fuorigioco di Pasalic, ma con un aiuto particolare: un piccolo chip inserito nel pallone che, da qualche anno ormai, consente agli arbitri di individuare il momento esatto del tocco della palla da parte dei giocatori. Anche in casi di tocchi impercettibili, guardando e riguardando il replay, come quello di Matanovic. E che probabilmente al Var non avrebbero avuto modo di verificare, quantomeno a occhio nudo. Infatti in aiuto dell’arbitro è arrivata una piccola onda che è anche comparsa sugli schermi: non a tutti sarà sembrata chiarissima, ma si tratta della tecnologia “connected ball” creata dalla Fifa insieme ad Adidas.
come lavora il sensore
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Come funziona? Il cuore del sistema è un sensore IMU (Inertial Measurement Unit), una minuscola unità di misura inerziale inserita direttamente all’interno del pallone Trionda di Adidas per questo Mondiale. Il sensore in particolare lavora a una frequenza di 500 Hz, cioè raccoglie dati 500 volte al secondo su accelerazioni, rotazioni e movimenti tridimensionali del pallone. Questa frequenza è nettamente superiore a quella delle riprese televisive, che normalmente registrano circa 50 fotogrammi al secondo, e permette di individuare con estrema precisione l’istante esatto in cui un calciatore tocca il pallone.
il processo
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Le informazioni vengono trasmesse in tempo reale alla sala Var, dove sono combinate con quelle raccolte dalle 16 telecamere di tracciamento installate nello stadio. Le telecamere monitorano continuamente posizione del pallone e dei giocatori, acquisendo fino a 29 punti di riferimento per ogni calciatore 50 volte al secondo. Un sistema di intelligenza artificiale incrocia tutti questi dati e genera automaticamente gli avvisi destinati agli arbitri video. L’aiuto maggiore per gli arbitri riguarda il fuorigioco semiautomatico, visto che consente di identificare con precisione assoluta il momento in cui il pallone viene passato, ma la tecnologia è utile anche per confermare eventuali tocchi di mano o deviazioni: la decisione finale, comunque, resta sempre all’arbitro di campo ed è per questo che Eskas è stato richiamato al monitor dal Var per annullare la rete della Croazia.
i precedenti
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Non si tratta di una tecnologia nuova. Adidas e la Fifa infatti l’avevano introdotta già per il Mondiale 2022 ed è stata poi usata anche agli Europei 2024 (dove assegnò un gol a Bruno Fernandes nonostante Cristiano Ronaldo sostenesse di aver toccato il pallone) e nel Mondiale per Club 2025. Ma anche in questa edizione del torneo aveva già fatto capolino, confermando la validità di una rete di Svanberg in Svezia-Tunisia nella fase a gironi.

