Sta diventando un caso social per le
risposte inesatte Emma, l'intelligenza artificiale italiana
lanciata da Egomnia cinque giorni fa. Un chilo di pane che
peserebbe più di un chilo di piume, un cane che può volare,
indicazioni rassicuranti a fronte di richieste pericolose come
regalare un'arma ad un bambino. Le schermate delle prove degli
utenti circolate su X, LinkedIn, Reddit, mostrano risposte fuori
fase o fuorvianti, in alcuni casi viene lamentata anche una
lentezza nell'interazione. Insomma il modello di IA italiano è
ben lontano al momento da competere con i big del settore.
"Inutile chiedere a Emma 'cos'è..', di fare calcoli o domande
a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In
attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di
inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo. Ah,
Grazie per le 50.000 chat": così su X l'ideatore del modello di
intelligenza artificiale Matteo Achilli risponde alle critiche,
sottolineando si tratta di un progetto che ha ancora bisogno di
raccogliere dati e di allenarsi.
Emma, "l'AI nata in Italia" così si presenta sulla schermata
di accesso, è stata lanciata da Egomnia il 20 giugno scorso. La
società è stata fondata da Matteo Achilli nel 2012 e dal 2024 è
quotata su Euronext Growth Milan, segmento professionale.
Inizialmente è nata come piattaforma di lavoro per mettere in
contatto candidati e aziende, oggi si presenta come attiva nei
servizi tecnologici, nello sviluppo software e in soluzioni per
imprese e lavoratori.
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3 ore fa
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