Trascinata da James Rodriguez, la nazionale sudamericana è forse la più sottovalutata al Mondiale: dopo l'ottimo girone, il percorso verso i quarti è tutt'altro che complesso
È passata inosservata ma anche indisturbata: senza il fuorigioco di un’unghia, record di impercettibilità da quando esiste la tecnologia semiautomatica, la Colombia avrebbe battuto il Portogallo di Ronaldo e vinto il girone a punteggio pieno. Lo avrebbe meritato, dopo 37 tiri tentati e 24 verso la porta di Diogo Costa, quasi insuperabile. Poco male, comunque: trascinata da Luis Diaz, l’asso del Bayern, è entrata nei sedicesimi con ottime credenziali e immagina già il quarto contro l’Argentina a Kansas City: sarebbe la rivincita della finale di Coppa America decisa da Lautaro nel 2024. Se dovesse eliminare il Ghana, la Colombia incrocerebbe la vincente di Svizzera-Algeria e quindi un avversario alla sua portata.
l'italiano
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A guidare la squadra più sottovalutata del Mondiale è l’argentino Nestor Lorenzo, ex difensore rimasto in una foto storica: era lui a marcare, senza successo, il camerunese Omam-Biyik nell’infausto esordio di Italia ’90 della nazionale argentina. Lorenzo, 60 anni, ha giocato anche una stagione nel Bari, in Serie A, e ha un passato da vice di Pekerman con l’Argentina: ha assistito dalla panchina al debutto di Messi a Germania 2006, un evento non marginale nella storia del calcio. La Colombia lo ha assunto nel 2022 e ora gli chiede un salto in avanti.
la spinta
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A sostenere le speranze di gloria c’è una comunità numerosissima: secondo il censimento del 2021, un milione di colombiani vive negli Stati Uniti. Settecentomila di questi nella sola Florida: a Miami, contro il Portogallo, “sembrava di giocare a Barranquilla” ha raccontato Lorenzo, tra stupore ed entusiasmo. E poi c’è il capopopolo virtuale, Shakira, spesso avvistata sulle tribune americane: la cantante ha scritto il secondo inno mondiale della sua carriera e stavolta spera di portare fortuna alla patria. Nel 2010, la Colombia non era riuscita a qualificarsi per il Sudafrica. Invece il Waka Waka si rivelò il talismano per lo spagnolo Piqué, il compagno di Shakira, che vinse il titolo.


