"Leggeri e sfrontati", "fame e personalità". Sono queste le parole d'ordine di Raffaele Palladino, che guida l'Atalanta in casa del Borussia Dortmund senza due pedine come De Ketelaere e Raspadori ma con tanta fiducia nei mezzi della sua squadra. "Abbiamo due-tre soluzioni e Dominic Vavassori, un giocatore molto interessante, aggregato dall'Under 23", la precisazione dell'allenatore nerazzurro alla vigilia dell'andata dei playoff di Champions League. "Gli ottavi di finale sono un sogno da inseguire con tutte le nostre armi. Ho visto i ragazzi attenti al piano gara, sono sicuro che metteremo il Borussia in difficoltà", afferma Palladino.
C'è spazio anche per i ricordi, quelli personali del mister della Dea, che ritrova sulla panchina avversaria Robert Kovac, vice allenatore di Nico: "Con lui condivisi vent'anni fa lo spogliatoio della Juventus. Adesso sono innamorato del lavoro di allenatore". E poi per le memorie di Marten de Roon, superstite dei sedicesimi di Europa League del 2018 contro i gialloneri. Una sconfitta per 3-2 a Dortmund e 1-1 al ritorno a Reggio Emilia: "Portammo qui mezza Bergamo, perdemmo 3-2 ma fu una festa. Giocavo con Freuler, adesso con Ederson. Per tanti erano le prime volte in Europa, mentre ora abbiamo giocatori con esperienza internazionale", assicura il centrocampista e capitano nerazzurro. Prima di allora, altri due incroci al Trofeo Bortolotti, nel triangolare con la Juventus della prima edizione con vittoria bergamasca di misura, quindi 5-3 ai rigori in gara unica il primo settembre 2001 con penalty decisivo di Inacio Pià, padre del 2008 Samuele Inacio, cresciuto nel vivaio nerazzurro e a Dortmund da due stagioni. Infine, l'amichevole il primo agosto 2017 ad Altach in Austria, risolta dal gol Ilicic, che al Signal Iduna Park nel 2018 segnò la doppietta prima della rimonta giallonera nel finale.
Palladino dopo due partite cambierà centravanti: "Scamacca ha recuperato dal piccolo infortunio prima della Cremonese. Lui con Krstovic non è una soluzione dall'inizio, perché la squadra è stata costruita per giocare con due trequartisti, da Samardzic a Sulemana passando per Pasalic e Zalewski". Più che sulle scelte sui singoli, vedi Kolasinac in difesa al posto di Ahanor, il tecnico punta sull'aspetto caratteriale: "Nell'anno nuovo abbiamo spinto sull'acceleratore dopo la sconfitta con l'Inter, acquisendo consapevolezza e autostima. In Champions abbiamo perso col Bilbao per un blackout di dieci minuti e nel passo falso con l'Union Saint-Gilloise - spiega Palladino -. Tra il giocare bene o male la linea è sottile. Stiamo segnando tanto subendo poco. L'importante è difendere e attaccare insieme. Oltre al risultato". Il finale è tutto per il capitano De Roon, a 9 presenze dal record del club, le 435 di Gianpaolo Bellini: "Non penso ai miei numeri, voglio andare avanti sui tre fronti. Mi viene la pelle d'oca per la vittoria dell'Europa League, ma anche a ripensare al percorso in questi ultimi 8 anni, giocando la Champions per cinque edizioni, un europeo e un mondiale con l'Olanda. Il Marten del 2018 direbbe a quello di oggi di godersi momenti come questi".
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