L'assalto dei No Tav, scontro in Consiglio in Piemonte

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A pochi giorni dall'assalto ai cantieri della Torino-Lione in Valle di Susa, il tema del Tav ha provocato disordine anche nel Consiglio regionale del Piemonte. All'apertura dei lavori del mattino, Fdi ha presentato una mozione della consigliera Paola Antonetto per condannare l'accaduto ed esprimere solidarietà alle forze dell'ordine. In teoria tutti d'accordo, ma la maggioranza ha agito senza cercare la condivisione con le forze di opposizione, innescando un'escalation sfociata in uno scontro procedurale che ha portato Fratelli d'Italia a ritirare il documento e l'Aula a rinunciare a esprimersi sull'argomento. Il tema sarà affrontato in un Consiglio regionale apposito.

La marcia indietro è scattata quando è stato chiaro che i gruppi di minoranza - Pd, M5s, Avs e Stati Uniti d'Europa - chiedevano compattamente un'inversione dell'ordine dei lavori per affrontare subito la materia, che il centrodestra intendeva invece posporre all'approvazione dell'assestamento di bilancio prima della pausa estiva, per cui è prevista una settimana di sedute. Questo per la maggioranza avrebbe significato anche la necessità di affrontare un odg della capogruppo pentastellata Sarah Disabato con la richiesta delle dimissioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Oppure, negando l'inversione, l'accusa di non avere abbastanza a cuore la condanna delle violenze e la solidarietà alle forze dell'ordine.

Di qui l'escamotage. "Chiediamo - ha affermato il capogruppo Fdi, Carlo Riva Vercellotti - la convocazione di un Consiglio regionale dedicato per discutere della Tav e soprattutto dell'inaccettabile attacco al cantiere condotto da una massa di delinquenti radunati da mezza Europa. Riteniamo doveroso affrontare l'argomento in una veste istituzionale, dedicandogli non certo cinque minuti, ma tutto il tempo necessario. Non sfugge però - ha rimarcato - l'ennesima dimostrazione delle profonde divisioni che sussistono nel frantumato campo largo: ancora una volta il Pd sta da una parte, Avs e Cinque stelle dall'altra. Noi siamo convintamente a favore della Tav, ci piacerebbe sapere se la stessa idea ce l'ha anche la sinistra".

"Avevamo proposto - ha spiegato all'ANSA la presidente del Pd regionale, Nadia Conticelli - che fosse l'Ufficio di presidenza a presentare un documento condiviso, ma la maggioranza ne ha presentato uno suo senza consultarci, noi allora abbiamo presentato il nostro. Usano un tema importante come spauracchio per provare a dividerci: hanno visto che non ci riescono e lo hanno ritirato. Dicono che le violenze sono colpa della sinistra perché sono in difficoltà: hanno paura di sentirsi dire che il governo ha fallito. Ma il corteo era annunciato, non posso credere che i manifestanti siano potuti arrivare ai cantieri con le bombe in mano".

Poi certo, le differenze nel centrosinistra ci sono. Se per il Pd il Tav è una priorità, per M5s e Avs, come afferma la capogruppo Alice Ravinale, "la pace in Valsusa si costruisce non aumentando la militarizzazione del territorio, che peraltro non ha impedito un bel niente, ma ripensando quest'opera". Però, sottolineano gli esponenti del campo largo, "è così da quindici anni". 
   

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