"Per me il movimento No Tav è
morto ieri, quando ha deciso di non prendere le distanze da
quanto accaduto". Così il sindaco di Borgone, uno dei paesi
della Valle di Susa, Diego Mele, ha commentato gli scontri
avvenuti sabato 25 luglio ai cantieri della Torino-Lione.
"Mi dispiace - ha sottolineato - che l'immagine della Valle
di Susa sia ormai infangata da eventi di questo tipo. Hanno una
risonanza nazionale e internazionale e non vogliamo che passi
l'idea di un territorio senza Stato. Il movimento No Tav ha
rivendicato le aggressioni e questo a mio avviso è vergognoso".
Secondo Mele, proprio per questo motivo andrebbe rivisto
anche il futuro del Festival Alta Felicità. "Ritengo che le
amministrazioni comunali non dovrebbero più approvare atti a
favore del Festival - ha aggiunto -. La contrapposizione
originaria sull'opera è stata oscurata. Oggi la Valle viene
usata come luogo ideale per esercitare violenza contro lo Stato
e contro le forze dell'ordine. È diventata un contenitore di
estremismi".
Mele invita inoltre a superare la contrapposizione tra
favorevoli e contrari alla Torino-Lione. "Non è più una
battaglia tra pro Tav e No Tav, né tra destra e sinistra. È una
questione di civiltà. Critico anche il giudizio sul sistema
delle compensazioni: "Borgone sarà interessato da opere
accessorie importanti, come una sottostazione funzionale alla
linea, ma è escluso dalle compensazioni, perché non rientra
nella tratta internazionale. È una situazione profondamente
iniqua. Le compensazioni potevano essere pensate per l'intera
Valle e non Comune per Comune".
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