L'addio a Brustenghi che portò Paolo Rossi a Perugia con una genialata che cambiò il calcio

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la storia

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L'uomo scomparso oggi è stato un vero e proprio innovatore: fu il primo a far uscire un marchietto con lo sponsor sulle maglie del Perugia "Ponte Sportswear", abbigliamento sportivo. Ma era un pastificio...

Alex Frosio

Giornalista

30 marzo - 20:49 - MILANO

Gabriele Brustenghi è l’uomo che ha anticipato il futuro. Le sponsorizzazioni nel calcio, la popolarità della maratona di New York, la “moda” del fitness, è partito tutto dalla sua mente geniale. E da Perugia, dove Brustenghi era nato il 31 luglio 1940. La prima rivoluzione risale alla fine degli Anni Settanta, quando l’Umbria è l’epicentro di un miracolo sportivo – il Grifo prima squadra imbattuta nella storia della Serie A – e di fervore imprenditoriale. Brustenghi è il direttore marketing della Ellesse, marchio di abbigliamento sportivo fondato da Leonardo Servadio al quale si legano e si legheranno tantissimi sportivi di eccellenza (Guillermo Vilas, Marc Girardelli, Gianni Poli, Boris Becker che nel 1985 vincerà Wimbledon vestito Ellesse). Il manager è anche consulente di Franco D’Attoma, presidente del Perugia, cognato di Servadio. Nell’ultima pagina del libro fotografico che celebra il Perugia dei Miracoli, vengono ritratti Brustenghi e D’Attoma seduti appena fuori dal tunnel che arriva dagli spogliatoi dello stadio Curi. Viene immaginato il colloquio che da qualche parte è realmente avvenuto. “Pensa se da quel sottopassaggio entrasse in campo Paolo Rossi con la maglia del Perugia”, dice D’Attoma. “Si può fare”, risponde Brustenghi, con gli occhi che già brillando per studiare come realizzare il colpo. A quei tempi, Paolo Rossi è già il centravanti più forte della Serie A. Per pagare l’“affitto” di Paolo Rossi al Vicenza, circa 700 milioni, troppi per le casse del Grifo, l’avvocato sta per rivoluzionare il calcio. Si fa sponsorizzare. Brustenghi trova un accordo con Pasta Ponte, pastificio con un fatturato di 20 miliardi di lire: 400 milioni. 

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