Il presidente della
Federcalcio argentina (Afa), Claudio 'Chiqui' Tapia, è stato
rinviato a giudizio per evasione fiscale insieme ad altri
quattro dirigenti tra i quali il tesoriere Pablo Toviggino.
L'ipotesi della giustizia è che ci sono sufficienti indizi
per incriminare i vertici dell'Afa per appropriazione indebita
di almeno 19 miliardi di pesos (circa 12 milioni di euro) frutto
del mancato pagamento di tasse e contributi previdenziali.
Nel gudizio del giudice Diego Amarante si afferma che Tapia
avrebbe "agito intenzionalmente nei fatti a lui attribuiti
(l'evasione dei 19 miliardi) e che il suo coinvolgimento deve
essere classificato come dolo".
L'Afa e il presidente Tapia - indagato anche in un'altra
inchiesta su riciclaggio e malversazione di fondi - hanno
respinto fino ad oggi tali accuse sostenendo che il procedimento
è parte di una manovra politica orchestrata dal presidente
Javier Milei con l'obiettivo di trasformare il calcio argentino
attualmente basato su un modello costituito da società
calcistiche senza scopo di lucro in un sistema di società
private.
Lo scandalo investe la Federazione a poche settimane
dall'avvio dei mondiali di Messico-Stati Uniti-Canada dove la
nazionale di Lionel Messi punta a difendere il titolo
conquistato in Qatar e il rischio è che la 'Seleccion'
albiceleste risenta del clima di tensione e delle vicende che
riguardano i vertici dell'Afa.
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2 ore fa
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