Il giovane centrocampista, terzo di sette fratelli, ha mostrato personalità e caratteristiche che potrebbero tornare molto utili ai ducali. Keita lo sta aiutando
Al termine della partita, tutto sembrava rientrato nella propria dimensione, nonostante i quasi settanta minuti a rincorrere gli avversari. Abdou-Salam Konate era alla prima tra i professionisti e contro il Catania ha acceso la lampadina di Cuesta, che chiede un Parma camaleontico per dare continuità alla sua filosofia step by step. È il terzo di sette fratelli, quattro femmine e tre maschi. Le due sorelle maggiori sono già sposate, mentre lui è cresciuto nella banlieue parigina prima di intraprendere il percorso che lo ha portato fino al calcio professionistico. Dopo essere stato sostituito al 66', ha passato l’ultimo quarto di gara seduto scalzo davanti alla panchina, a osservare i movimenti dei suoi compagni.
esordio assoluto
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Sbagliato pensare che la Coppa Italia d’agosto sia soltanto una cartolina estiva priva di valore. Sin dai primi minuti di Parma-Catania, Konate non ha disdegnato il corpo a corpo con i centrocampisti avversari, servendo diversi appoggi d’interno senza correre il minimo rischio. Le statistiche contro la squadra di Longo un biglietto da visita niente male: 92% di precisione nei passaggi, 67% di lanci lunghi completati e 80% di duelli vinti. Ha provato l’apertura sull’esterno, spesso Britschgi, a volte Valeri, meno sprintante del solito. L’adrenalina di farsi dare il pallone quando è marcato sembra una prerogativa del classe 2006, considerato come un fratello minore da Mandela Keita. E il calcetto per invogliarlo a prendersi il giusto merito, davanti la curva del Tardini, è un altro indizio: su questo giovane vale la pena scommettere qualche fiches.
piccolo vieira per cuesta
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Keita soprannomina Konate “La Pioche”, il Polpo, e tornano in mente le vibes del 2015 quando Pogba - seguito dal giovane gialloblù sui social - era il centrocampista più promettente d’Europa. Facendo un salto ancora più grande nel passato, Vieira possedeva delle caratteristiche che lo rendevano il sogno di qualsiasi squadra e gli allenatori chiedevano a questo genere di giocatori il ruolo in cui volessero giocare, sia mai che perdessero tanta potenza solo per le loro convinzioni. Aveva tutto, un trattore capace di spingersi in avanti ma ancora più performante facendo da scudo davanti la difesa. Zoommando meglio su Abdou Konate (ha iniziato a giocare quando aveva 8 anni), non è utopia che Cuesta — scherzando col ragazzo e stampandogli un sorriso gigante per l’esordio ampiamente sufficiente tra i professionisti — possa girarsi più di una volta lato panchina per pensare alle sue qualità già dal prossimo campionato. Un mini Patrick con le dovute proporzioni e parecchia strada da percorrere.
caratteristiche
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Il centrocampo crociato ha già le sue gerarchie, ma qualche contrattempo ha rimandato l’esordio del terzetto titolare nella prima uscita ufficiale della stagione 2026/2027. Nicolussi Caviglia ne avrà ancora per circa un mese, Keita sta ritrovando ritmo e Bernabè conserva la libertà di muoversi dalla mediana in su. Automaticamente entrano in gioco le caratteristiche preziosissime del ragazzino arrivato dall’Espérance Aulnaysienne, club del distretto di Seine-Saint-Denis, a nord-est di Parigi. Gioca e pensa da adulto, tende a ricevere dall’esterno per poi distribuire il pallone in verticale di prima intenzione. Dà ritmo alla manovra dei suoi, non è innamorato di sé stesso, lasciando la palla dopo pochi tocchi, e non gli sono tremate le gambe quando è venuto qualcuno della famiglia a vederlo dal vivo. Se si volesse trovare un neo, migliorabile ma non indispensabile, è il tiro da fuori.
chef, busquets e naruto
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Konate ha cercato qualcuno che potesse indicargli la strada fin dalle giovanili, trovando in Mandela Keita una spalla di fiducia. Abdou vuole parlare del suo calcio, analizzando le cose positive e quelle da migliorare per passare alla fase successiva. Altro argomento obbligatorio: gli anime, Naruto Shippuden in particolare. Omoi è uno dei suoi personaggi preferiti: ninja calmo, riflessivo, spesso portato a fare pensieri negativi. Ci ha già pensato il Parma a rovesciare la situazione, liberargli la mente e farlo giocare come mamma l’ha fatto. Nel 2024, dopo aver segnato in Primavera, si era divertito anche con le esultanze, una diversa dall’altra. Prima la scivolata verso la bandierina, poi la mano sulla fronte e il mirino puntato. Ama leggere e cucinare: i piatti italiani preferiti sono la pasta con il salmone e la pizza, meno i dolci. Parla francese, spagnolo e inglese consapevole che il primo mese in Italia fu un disastro nel farsi capire. A chi si ispira? A se stesso e osserva Busquets...

