Juve, e ora come fai? Openda e David: grane milionarie e freni al mercato

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Comolli paga i colpi dell’estate 2025: dai 44 milioni per il belga al super stipendio del canadese. E Zhegrova...

"Perdo il sonno per i risultati, non per gli acquisti estivi poco impiegati. Abbiamo fiducia nei giocatori, serve pazienza". Il tempo è scaduto. Le speranze autunnali sono evaporate insieme alla qualificazione in Champions. Openda&C. non sono decollati con Igor Tudor e nemmeno con Luciano Spalletti. Tanto che adesso, sette mesi e 213 giorni dopo la celebre conferenza dell’ad Damien Comolli del 31 ottobre, non ci sarebbe da stupirsi se la causa delle notti in bianco del plenipotenziario francese fossero proprio i pensieri di Openda e Jonathan David. Incubi costosi. Dalla missione impossibile di recuperare i 44 milioni investiti per la 26enne punta belga, a segno soltanto due volte in stagione. A quella più fattibile – ma non scontata – legata al coetaneo centravanti canadese, ingaggiato a parametro zero ma con il classico stipendio di lusso degli svincolati: 6 milioni più bonus. I due colpi più importanti dell’estate 2025 in meno di un anno si sono trasformati in carissimi problemi. Grane rese ancora più noiose dalla retrocessione in Europa League. Comolli vuole accontentare Spalletti, che da gennaio invoca l’acquisto di un nove fisico, però il puzzle è tutt’altro che semplice. Per incastrare le tessere in entrata – dal rinnovo del quasi svincolato Vlahovic al Kolo Muani bis (Psg) fino all’alternativa Mateta (Crystal Palace) – bisogna prima estrarre quelle da cedere. Non il gioco più semplice del mondo. 

il flop

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Openda di sicuro lascerà la villa sulle colline torinesi, un tempo residenza di Cristiano Ronaldo. Il dubbio di Comolli sarà soltanto uno: salutare definitivamente l’ex Lipsia a costo di mettere a bilancio una bella minusvalenza o prestare il giocatore sperando in una futura rinascita? L’obiettivo, almeno nell’immediato, sarà quello di contenere la perdita. Il Coventry neopromosso in Premier ha effettuato un sondaggio e qualcosa inizia a muoversi anche in Germania. Openda finisce in vetrina con 2 gol stagionali (solo uno in A, zero nel 2026), uno stipendio da 4 milioni, 14 panchine da novanta minuti e non avrà nemmeno la passerella del Mondiale: il ct Rudi Garcia lo ha “tagliato” dalla lista. 

il rimandato

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David non solo sarà protagonista al Mondiale nordamericano, ma del Canada è uno dei più attesi. L’ex Lilla ha chiuso il primo anno italiano con 8 reti, due in meno del lungodegente Vlahovic, però tra gli alti e i bassi ha fatto intravedere sprazzi del talento mostrato in Francia. Al Lilla, dopo una prima stagione a rilento, David è diventato un bomber da 25 gol. Per tutti questi motivi, la Juventus si guarda intorno, ma con molta meno ansia rispetto al caso Openda, e in Europa c’è chi è stuzzicato dall’idea di rilanciare il canadese. Lo scoglio è lo stipendio da 6 milioni. In pochi se lo possono permettere. Il Psg del suo scopritore Luis Campos valuta lo scambio con Kolo Muani, Newcastle e Crystal Palace si sono iscritte alla corsa. Spalletti preferirebbe un nove più strutturato di Jonathan e una proposta intorno ai 25 milioni garantirebbe una bella plusvalenza alla Signora. Più difficile il prestito: a quel punto i bianconeri potrebbero decidere di concedere una seconda chance a David. Gli altri bocciati In realtà, a far rigirare nel letto Comolli saranno anche gli altri due arrivi della sua prima campagna juventina, la collezione estiva 2025. Se Joao Mario già a gennaio è stato prestato al Bologna, Edon Zhegrova è riuscito nell’impresa di far ricordare ai tifosi juventini il “Malaka” Martinez, simbolo negativo del primo mercato dell’era Agnelli-Marotta-Paratici e del settimo posto del 2011.Il kosovaro ha chiuso la stagione senza gol e assist. Uno zero assoluto che tra le ali della Juventus non si verificava da quindici anni e dai tempi della meteora uruguaiana, il Malaka appunto. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, come si stanno sforzando di fare alla Continassa nonostante l’esclusione dalla Champions, nel giro di dodici mesi la Juventus di Agnelli, Marotta e Paratici passò dal mercato dei Martinez a quello dei Pirlo (svincolato dal Milan) e dei Vidal (Leverkusen). Due innesti decisivi per la ricostruzione vincente di Antonio Conte e per il ciclo leggendario dei 9 scudetti consecutivi.

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