Arrivato come potenziale arma a partita in corso, il kosovaro ha deluso e non è riuscito a realizzare né un gol né un assist. La sua avventura a Torino è già ai titoli di coda?
Più che Zhegrova... Zerova: nessun gol né assist per il kosovaro della Juve, arrivato con grandi aspettative e finito come uno dei peggiori flop stagionali. E con un record poco invidiabile: era dai tempi di Jorge Martinez, detto Malaka, e del settimo posto in classifica con Delneri che un esterno offensivo bianconero non concludeva l'annata totalmente a secco. Il suo futuro, perciò, adesso non può che essere in bilico.
zhegrova, un'arma tattica inceppata
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All'arrivo a Torino nell'ultimo giorno del mercato estivo, per 14,3 milioni a un anno dalla scadenza del contratto con il Lilla, il ricordo di tutti i tifosi juventini era andato a quella serata di Champions League di quasi un anno prima, quando aveva fatto impazzire la difesa bianconera. Complici i nove mesi di inattività a causa di un'operazione per risolvere i problemi di pubalgia, nella convinzione di molti Zhegrova magari avrebbe fatto fatica a ritagliarsi subito un ruolo da titolare, ma avrebbe potuto rappresentare un'arma preziosissima a gara in corso. Nella migliore delle ipotesi, insomma, il kosovaro avrebbe potuto ripercorrere le orme, con le debite proporzioni, di quel Douglas Costa capace di spaccare le partite partendo dalla panchina negli anni di Allegri e Sarri. Così, però, non è proprio stato.
zhegrova e quei tre gol sulla coscienza
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Anche perché c'è stata una costante negativa nella stagione di Zhegrova: l'incapacità di cogliere l'attimo. Seppure, in qualche circostanza, la sua capacità di recapitare palloni dentro l'area sia risultata decisiva, vedasi Pisa, Roma e ritorno col Galatasaray, l'ex Lilla ha avuto sulla coscienza tre momenti che avrebbero potuto cambiare il destino della stagione della Juve. Primo: il rigore in movimento fallito contro i turchi, nei supplementari, che poteva regalare a Spalletti gli ottavi dopo un'impresa epica. Secondo: il palo colpito da pochi passi nel finale gara contro il Verona, che poteva dare un destino diverso alla volata Champions. Terzo: la conclusione molle contro la Fiorentina, deviata da Pongracic, e trasformatasi in gol annullato a Vlahovic per fuorigioco. Proprio il carattere poco deciso è stato quello che Spalletti ha finito per apprezzare meno: la tendenza a mettersi sempre sulla sua mattonella sulla fascia destra, l'incaponirsi nell'aspettare il pallone tra i piedi e l'incapacità di fare la fase difensiva. E così, Zhegrova si è rivelato Zerova: da arma tattica a flop. E la sua avventura alla Juve può essere già ai titoli di coda.



