Jacobs: "Ero pronto a rompermi tutto per arrivare in fondo. Sapevo di poter vincere"

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Il campione olimpico non riesce a centrare il terzo oro europeo consecutivo nei 100: dopo il fastidio all’adduttore avvertito durante la prova dei blocchi, Jacobs parte ma si ferma dopo pochi metri: "Non mollo, continuerò a lavorare"

Francesco Caligaris

Collaboratore

11 agosto - 23:28 - MILANO

Era tutto pronto per la festa. Una condizione super, una semifinale dominata (rallentando…) con il miglior tempo di 10’’08, la possibile tripletta d’oro agli Europei come gli altri campioni olimpici Borzov e Christie. E invece Marcell Jacobs si è fermato nella finale dei 100 metri di Birmingham dopo aver sentito un dolore all’adduttore durante l’ultima prova del blocco di partenza a pochi minuti dal via. Le sue condizioni saranno valutate nei prossimi giorni.

“Mi dispiace tantissimo, dopo la semifinale mi sentivo veramente bene - le parole di Jacobs, amareggiato ma non abbattuto - Durante l’ultimo riscaldamento sul blocco (ripreso anche dalle telecamere della Rai, ndr) ho sentito un dolore grandissimo all’adduttore, lo stesso che mi ha fermato a Monte-Carlo nella tappa di Diamond League a giugno. Ci ho provato comunque, ero pronto a rompermi tutto pur di arrivare in fondo a questa gara perché sapevo di poterla vincere, ma fa parte del gioco. Io comunque non mollo: mi rimetterò al lavoro e proseguirò sulla mia strada - continua - Domattina faremo gli accertamenti del caso e poi capiremo per la staffetta (la 4x100 maschile è in programma sabato, ndr). Ero qui per il terzo oro di fila, ma non si può tornare indietro nel tempo. Purtroppo quello che succede al corpo non si può controllare. Sono contento comunque di essere tornato a lavorare con Paolo (Camossi, ndr), questi dettagli sono incontrollabili”.

l'oro a gLave

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Il rammarico è doppio perché la medaglia d’oro finisce al collo del britannico Romell Glave con un tempo più alto di quello fatto registrare da Jacobs in semifinale, 10’’09 (vento -0,4). Argento all’altro britannico Jeremiah Azu (10’’16) e bronzo al tedesco Owen Ansah (10’’19). Sesto l’italiano Chituru Ali (10’’34). Per Jacobs (7°) un 12’’26 valido solo per le statistiche. Il campione di Tokyo che sognava di dedicare il trionfo a Livio Berruti ("Mi ha indicato quale suo erede, continuerà a ispirarmi e a motivarmi. Con la sua corsa così leggera ha fatto capire che gli sprinter non sono solo massa e muscoli. È una caratteristica che, pur con qualità fisiche diverse, cerco di avere anch’io") deve ancora fare i conti con il suo fragilissimo fisico.

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