Ieri soltanto lui e Mkhitaryan ad Appiano Gentile. Nessun rischio a Firenze, il suo viaggio scudetto riparte a Pasqua
Immaginate una casa con un salone molto generoso e, questo, immaginatelo pieno di palloncini bianchi e celesti che colorano il soffitto. Poi altri quattro, sul tavolo, che compongono la parola "papà". Ecco, casa Martinez ieri mattina si presentava più o meno così. La moglie del Toro, Agustina, ha documentato tutto sui social durante una festa del papà in cui comunque suo marito, dopo aver ricevuto i doni e gli abbracci dei figli Nina e Theo, è andato ad Appiano Gentile. Lavoro personalizzato e corsa in campo nel centro sportivo deserto (c’erano soltanto lui e l’altro infortunato, Mkhitaryan che ha proseguito con le terapie) perché ieri Cristian Chivu ha concesso un altro giorno di riposo ai suoi.
Arrivederci a Pasqua
—
La storia recente è nota: poco più di un mese fa Lautaro si è infortunato sul campo del Bodo e da allora non si è più visto. O meglio, si è visto eccome ma in tribuna, a bordocampo o vicino alla panchina per far sentire la sua vicinanza ai compagni; ma non gioca una partita da 30 giorni. E la trasferta di Firenze di dopodomani non si trasformerà nella partita del ritorno in campo. Perché rischiare? Al netto della volontà del giocatore, che scalpita per tornare a indossare la sua 10 e la fascia, la cautela domina. Il calendario in tal senso aiuta anche. Dopo la Fiorentina, la sosta per le nazionali piomba come la più benefica delle pause. Due settimane senza partite in cui, a Milano, Lautaro potrà rigenerarsi e completare il recupero senza alcuna fretta visto anche che il suo ct Scaloni l’ha lasciato fuori dai convocati dell’Argentina. Niente Albiceleste né amichevole-evento con e per Messi a Buenos Aires, davanti a lui “solo” 14 giorni di serenità e allenamenti con vista sull’appuntamento di Pasqua contro la Roma, squadra contro cui ha giocato 14 volte e nella metà delle occasioni ha vinto. Quella sì che sarà la gara da cui riprendere il suo personale discorso scudetto.
Voglie argentine
—
Non poter vestire la maglia della nazionale fa male quanto il mese da spettatore in nerazzurro. Ma riavere il vero Lautaro è troppo più importante di qualsiasi frenesia che può rivelarsi un boomerang. La voglia di Argentina nel Toro è sempre tanta e, recentemente, ha spiegato anche quanto un giorno gli piacerebbe vestire di nuovo la maglia del "suo" Racing, club che l’ha cresciuto e lanciato. "Il mio sogno è tornare a giocare lì per almeno un anno, non so quando". Il presidente Milito lo accoglierebbe a braccia aperte, ma allo stesso tempo nessuno meglio di lui sa quanto sia importante prima togliersi certe soddisfazioni all’Inter.



