Per diversi giocatori quella col Verona sarà l'ultima partita in casa davanti ai propri tifosi. Tra contratti in scadenza e cessioni in vista, vediamo chi saluterà
Qualche lacrima ci sarà. E non solo per la festa scudetto che scandirà tutto il pomeriggio interista, da San Siro fino a piazza Duomo. Quella col Verona di domenica sarà l’ultima partita in casa per diversi giocatori che hanno fatto parte dell’ultimo ciclo nerazzurro. Yann Sommer, Francesco Acerbi, Matteo Darmian, Henrikh Mkhitaryan, Davide Frattesi e probabilmente anche Stefan De Vrij vivranno la loro “The last dance”. L’ultimo ballo a San Siro.
Da sommer ad acerbi
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Se ne va un pezzo di Inter che ha preso parte a un ciclo storico. Sommer ha vinto da protagonista lo scudetto della seconda stella e ha alzato anche l’ultimo titolo, arrivato in una stagione complessa e con qualche errore di troppo. Domenica, però, non se ne ricorderà nessuno. Lo svizzero, in scadenza a giugno, saluterà battendosi il guantone sul petto e guardando la curva nord come ha fatto negli ultimi tre anni. Ci si ricorderà dei suoi 19 clean sheet nell’anno del suo primo scudetto e soprattutto per la gran parata su Yamal durante la semifinale di Champions col Barcellona. Decisiva ai fini dell’arrivo in finale. Sommer era stato protagonista anche ai quarti contro il Bayern Monaco. Acerbi, invece, saluterà dopo quasi 150 partite, due coppe Italia, due supercoppe, due scudetti e cinque gol. Gli interisti se ne ricorderanno soprattutto uno: quello realizzato all’ultimo minuto dell’ultimo secondo del secondo tempo contro il Barcellona, con la scarpa destra bucata. Darmian invece, arrivato nel 2020 con Antonio Conte, saluta dopo nove trofei in sei anni. In stagione ha collezionato solo cinque presenze in campionato (otto in totale). Insieme a loro dovrebbe accodarsi anche De Vrij, anche lui tre volte campione d’Italia. Per lui quasi trecento partite in nerazzurro dal 2018 a oggi. Un’altra colonna pronta a dire arrivederci.
Mkhitaryan si ritira?
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A centrocampo saluteranno in due. Mkhitaryan, per tutti “Micky”, colonna dell’inzaghismo degli anni passati, dirà arrivederci nello stesso modo in cui è arrivato: in silenzio. L’armeno, 38 anni a gennaio, scelse l’Inter nel 2022 dopo tre anni ad alto livello tra le fila della Roma. È stato il perno del centrocampo per almeno tre stagioni, tirando il freno solo quest’anno. Quello in cui alla fine ha segnato di più in campionato, quattro gol. Di recente non si è sbilanciato: “Ho avuto una grandiosa carriera. Sono contento di aver fatto parte dell'Inter e di essere un compagno di questi ragazzi, mi hanno allungato la vita calcistica. Deciderò dopo aver giocato l’ultima partita”. Segnali di rinnovo non ce ne sono. Potrebbe anche smettere. L’ultimo è Davide Frattesi, la cui storia merita comunque una menzione speciale: Davide è stato l’uomo che ha trascinato l’Inter in finale di Champions a suon di gol pesanti, dal Bayern al Barcellona. Quello capace di entrare e pungere dalla panchina, soprattutto nell’anno della seconda stella (vedi i gol contro Udinese e soprattutto Verona). L’ultimo anno è stato complesso, condizionato da problemi fisici e scarso utilizzo. In estate saluterà per andare a giocare titolare altrove. Le offerte non gli mancano. L’Inter chiederà circa 25 milioni di euro. Quella col Verona, la stessa squadra contro cui si appese alle grate dello stadio due anni fa, sarà la sua ultima partita a San Siro. Da capire se lo sarà anche per Bastoni, corteggiato dal Barcellona e tuttora in bilico. Al momento, però, non ci sono altri segnali.



