Inter-Diaby: stavolta si può fare, grazie a Salah. I dettagli

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A Chivu manca un esterno che salti l’uomo: dopo l'assalto fallito a gennaio il francese dell'Al Ittihad torna di moda. E da Riad ora aprono perché...

Filippo Conticello

Giornalista

28 marzo - 08:38 - MILANO

Innannzitutto, un sostantivo con l’accento: imprevedibilità. La seconda Inter di Chivu dovrà essere così, con meno ingessature rispetto a questa, che al momento conserva comunque sei punticini consolatori dalla seconda. Il romeno la vuole più imprevedibile, sia negli uomini che nella manovra, e pensa a come far saltare il tappo sul mercato. Per accontentarlo, i suoi dirigenti cercheranno con insistenza dribbling, strappi e accelerazioni la prossima estate, tutto ciò che non è stato trovato qualche mese fa. Questione di caratteristiche precise nei nuovi giocatori da arruolare, quelle che possiede in dosi industriali Moussa Diaby, esterno sfiorato dall’Inter a gennaio e sempre nei piani alti della prossima lista della spesa. Questo francese di 26 anni e 170 centimetri, ancheggiante e difficile da leggere per ogni difensore, oggi vivacchia all’Al Ittihad ma, se non avesse avuto un talento raro, l’Aston Villa non avrebbe certo pagato per lui 50 milioni appena tre stagioni fa. Un anno dopo, come tanti, è finito nella prigione dorata saudita, da cui adesso scapperebbe più che volentieri: a gennaio la tanto desiderata fuga verso la Milano nerazzurra, che lo bramava, gli è stata impedita dalla rigidità del suo attuale club, ma la prossima estate potrebbe finalmente essere libero di lasciare il deserto senza particolari traumi. Anzi, c’è il rischio che venga accompagnato gentilmente alla porta perché proprio all’Al Ittihad sono pronti ad andare di matto pur di convincere con l’assegno giusto Momo Salah, il più grande ambasciatore del calcio nel mondo musulmano. In quel caso, Diaby sarebbe schiacciato dall’attuale stella del Liverpool: in uno scenario di questo tipo sarebbe più semplice tornare in Serie A per lui che è già passato dal Crotone nel suo fugace 2018. 

E Momo...

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Nell’ultima sessione di gennaio i nerazzurri hanno pensato a lui, anche per tamponare la ferita dell’assenza di Dumfries: l’affare naufrago di fronte alle esagerate pretese dei sauditi, che non vogliono che il loro campionato sia considerato solo di passaggio. Del resto, per la freccia francese avevano speso 60 milioni nel 2024. Per avere Salah nella medesima posizione sono pronti a spingersi molto più in là, nonostante i venti di guerra abbiano complicato e non di poco l’economia della regione: si parla di una offerta da mille e una notte di 100 milioni di euro come stipendio annuale per due stagioni. L’Inter, però, non si impressiona di fronte a certe cifre, in Viale della Liberazione interessa altro: l’ipotetica conseguenza di una maxi-operazione di questo tipo. Il vecchio obiettivo, infatti, potrebbe trasformarsi in qualcosa di simile a un esubero, magari anche scontato. Di certo, poi, non ci sarebbero più muri alti da abbattere. 

La rivoluzione

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In Arabia Saudita avevano detto no a un prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni, che sarebbe pure diventato obbligo a certe condizioni. In futuro l’Inter potrebbe ricostruire l’operazione dalle fondamenta, ma avrebbe munizioni nuove per arruolare un giocatore che non ha, comunque, perso la voglia di giocare per Chivu in un campionato che ama. Mai come quest’anno, infatti, un Thuram così calante potrebbe davvero essere ceduto al migliore offerente e, al posto dell’ombra del vero Marcus, l’Inter andrebbe sparata su un elemento offensivo con caratteristiche del tutto diverse rispetto a chi è oggi in rosa. Uno come lo stesso Diaby, appunto: il francese non nasce dentro all’ortodossia del 3-5-2, anzi guiderebbe un naturale cambio di modulo dopo tanti anni. Potrebbe partire dalla fascia che oggi è tornata in mano a Dumfries o giocare più avanti in appoggio a Lautaro e magari pure a Pio Esposito: Salah permettendo, una doppia rivoluzione

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