Luis Henrique bocciato: l’olandese torna titolare. Il turco ha male all’adduttore: lui e Lautaro puntano la Fiorentina
Il progetto reazionario, di conservazione dello status quo, è sostenuto da un vantaggio cronologico: l’Inter gioca sabato alle 15 contro l’Atalanta, peraltro distratta dall’affascinante doppia sfida contro il Bayern, e gioca quindi prima del Milan, che potrebbe essere ricacciato a -10 per un giorno abbondante, prima del diritto di replica all’Olimpico contro la Lazio. Non solo. Dopo un ciclo di 18 partite in 64 giorni, una ogni tre, Cristian Chivu può impostare una settimana di allenamenti e di riposi quasi in linea con le abitudini del collega Allegri. Ma è soprattutto dal reparto risorse umane che l’Inter estrae le notizie migliori: Marcus Thuram, escluso dal derby causa tonsillite, riprenderà il suo posto in attacco, probabilmente accanto a Pio Esposito; invece Denzel Dumfries, stanco dei brevi rodaggi al motore, prepara la sua prima volta dall’inizio dopo oltre quattro mesi. I titolari al rientro sarebbero stati addirittura tre, aspettando Lautaro, ma Hakan Calhanoglu si è fermato per un nuovo problema all’adduttore. Ieri mattina lo hanno visitato all’Humanitas di Rozzano, c’è una lesioncina che non compromette l’idea di riaverlo il 22 a Firenze, in pieno clima elettorale.
le assenze
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Per il referendum scudetto l’Inter conserva un grande vantaggio nelle proiezioni ma ha bisogno di qualche conferma dalle urne del campionato. Preoccupa, in particolare, l’astinenza realizzativa che ha improvvisamente impoverito il migliore attacco della Serie A: l’infortunio di Lautaro sul lago ghiacciato di Bodo ha abbassato ogni media (5 reti in 5 partite), fino all’estremo dell’ultima settimana con il doppio zero tra Como e Milan. La coppia giovane tanto celebrata, Pio-Bonny, ha pagato dazio all’esperienza quando si è trovata a cominciare una partita insieme. È successo nel derby per la prima volta, con evidenti ricadute negative sull’efficacia offensiva. È chiaro che la mancanza della ThuLa abbia pesato molto. Ma nel tempo si sono sentite anche le altre assenze. Luis Henrique, il sostituto di Dumfries, ha commesso un errore fatale liberando Estupinan davanti a Sommer. E in generale ha convinto poco. Nel mezzo Zielinski, che pure non ha demeritato nel derby, sta accusando la stanchezza. Ci fosse stato Calhanoglu, tormentato da un andirivieni di guai fisici, la qualità delle rotazioni avrebbe minimizzato i problemi.
i recuperi
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Persino l’eliminazione dalla Champions è stata generata da una combinazione di elementi infausti: il campo di plastica in Norvegia, i leader che non c’erano o erano fuori forma, gli errori individuali quasi grotteschi. Ma l’Inter ormai ha assimilato la delusione e punta dritta verso il doblete, campionato più Coppa Italia. Affrontare una partita per volta renderà il cammino più confortevole, anche se il derby ha prodotto un nuovo acciacco: quello di Bastoni, il calciatore più fischiato della Serie A, che si è procurato una fortissima contusione a una tibia nel commettere il fallo da ammonizione su Rabiot. Subito sostituito, è stato sottoposto a una radiografia che ha scongiurato fratture. Ma il dolore alla gamba non è ancora sparito. Chivu pensa e spera di poterlo già convocare per l’Atalanta ma nel dubbio chiederà a Carlos Augusto di scaldarsi. Lautaro invece dovrebbe tornare in gruppo la prossima settimana, proprio come Calhanoglu: nel mirino ha infilato non solo la trasferta di Firenze ma anche e soprattutto la Finalissima, la sfida tra l’Argentina campione del mondo e la Spagna campione d’Europa, del 27 marzo.


