La curva dei contagi è nella fase centrale: il massimo è vicino, ma la stagione influenzale potrebbe non chiudersi presto
Daniele Particelli
16 gennaio - 15:54 - MILANO
L'influenza stagionale sta continuando a colpire milioni di italiani e la pressione sui servizi sanitari resta alta, come accade ogni anno in questo periodo di ritorno a scuola e a lavoro dopo le feste natalizie. I dati più recenti della sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità ci mostrano che la curva dei contagi è entrata nella sua fase centrale e questo significa che il picco è atteso entro le prossime due settimane. Gli esperti, però, non escludono una coda epidemica prolungata che potrebbe accompagnarci fino alla primavera.
Influenza 2026: picco entro due settimane
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La diffusione del virus influenzale resta elevata su gran parte del territorio nazionale e il fatto che la curva sia ancora nella sua fase centrale significa che il numero dei casi non ha ancora iniziato una vera e propria discesa. Al contrario, nelle prossime settimane è atteso il massimo dell’incidenza, seguito da una fase di riduzione lenta.
Secondo la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie, questa dinamica rende plausibile una "coda lunga" della stagione influenzale, con casi che potrebbero protrarsi anche nei mesi primaverili, come già osservato in alcune stagioni negli ultimi anni.
Vaccino ancora utile e prevenzione quotidiana
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In questo contesto gli esperti continuano a sostenere che la vaccinazione antinfluenzale mantenga un ruolo importante. "La vaccinazione, che è ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici di medicina generale, trova utilità anche ora, soprattutto per garantire una copertura efficace nella fase finale e nella coda dell’epidemia", ha spiegato Alessandro Rossi, presidente della Simg.
Accanto al vaccino restano fondamentali le misure di prevenzione non farmacologica. Il mantenimento del distanziamento sociale, l'uso della mascherina nei luoghi affollati e in presenza di persone fragili, anche in ambito domestico, e il rispetto delle norme igieniche di base rappresentano strumenti semplici ma ancora efficaci per limitare la diffusione del virus.

