Nel 2025 le vittime della strada in Europa scendono a 19.400 (-3%), ma il ritmo non basta per centrare il target 2030. Forti differenze tra Paesi, Italia in ritardo. Necessario un calo annuo più rapido, i costi sociali restano enormi
In Europa sempre meno morti sulle strade, ma la decrescita è insufficiente per dimezzare le vittime entro il 2030. Nonostante gli indubbi passi avanti sulla sicurezza stradale, le ultime elaborazioni della Commissione europea indicano che nel 2025 hanno perso la vita per strada circa 19.400 persone, il 3% in meno (poco meno di 600 persone) rispetto all’anno precedente. "La maggior parte dei Paesi membri non è ancora sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo dell'Ue di dimezzare i decessi e i feriti gravi sulle strade entro il 2030", ammonisce la Commissione.
ESTREMI
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Tra i Paesi ci sono differenze importanti. Le elaborazioni dell’organismo comunitario premiano gli sforzi di Estonia e Grecia, dove la mortalità è scesa dai 50 decessi per milione di abitanti del 2024 ai 31 del 2025 (-38%) nel primo caso e da 64 a 50(-22%) nel secondo. Sono dati preliminari quelli elaborati dalla Commissione, che tuttavia evidenziano trend in qualche caso piuttosto chiari. Belgio, Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania, ad esempio, hanno tutti imboccato la direzione corretta per dimezzare il numero di morti entro la fine del decennio. Due di essi, tuttavia, cioè Bulgaria e Romania, pagano ancora una condizione di partenza peggiore. Nonostante il trend discendente, infatti, rimangono tra i Paesi d’Europa con più morti sulle strade: lo scorso anno in Bulgaria si sono registrate 71 vittime per milione di abitanti, peggior dato in Europa dopo Romania (68) e Croazia (67). Il riferimento, per intenderci, sono Svezia e Norvegia con 20 morti per milione di abitanti. L’Italia è un po’ attardata: nel 2025 il tasso di mortalità è diminuito del 4%, da 51 a 49 morti per milione, rispetto al 2019 il calo è maggiore ma comunque modesto (-9%).
NON È ABBASTANZA
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Guardando all’Unione europea nel complesso, dai 45 morti sulle strade per milione di abitanti del 2024 si è passati ai 43 del 2025, con una diminuzione del 15% rispetto al 2019 e del 3% sul 2024. Gli sforzi, insomma, vanno nella giusta direzione, ma sono ancora insufficienti: per raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di dimezzare i morti sulle strade sarebbe necessaria una riduzione annua del 4,6%. “Malgrado i progressi importanti, dobbiamo intensificare gli sforzi, agire più rapidamente e con maggiore determinazione. Le azioni che facciamo oggi sosterranno gli Stati membri nel salvare migliaia di vite, nel ridurre i costi economici e sociali degli incidenti stradali e nel garantire che l’Europa resti un leader globale nella sicurezza automobilistica e nell’innovazione”, ha spiegato il Commissario europeo per i trasporti, Apostolos Tzitzikostas. Gli incidenti stradali hanno costi enormi per l’economia europea, circa il 2% del prodotto interno lordo. Si stima che per ogni vittima ci siano cinque persone che rimangono gravemente ferite, e ciò significa che ogni anno circa 100.000 persone in tutto il continente subiscono lesioni permanenti a causa di un incidente stradale.



