Bruxelles lancia la sua
controffensiva geopolitica e industriale sui semiconduttori per
rafforzare la propria sovranità tecnologica di fronte alle
tensioni globali e alla corsa all'intelligenza artificiale.
"L'Ue produce meno del 10% dei semiconduttori a livello globale
ed è quasi interamente dipendente dagli Stati Uniti e dall'Asia
per i chip più avanzati e all'avanguardia al di sotto dei 5
nanometri, compresi i chip per l'IA" si sottolinea nella bozza
del Chips Act 2.0, uno dei pilastri del pacchetto sulla
sovranità tecnologica atteso per mercoledì.
Rispetto al Chips Act entrato in vigore nel settembre 2023,
il nuovo provvedimento introduce un passaggio da una politica
focalizzata sulla sola offerta a misure sul lato della domanda.
"Le due dimensioni si rafforzano a vicenda: coltivare una solida
domanda locale supporta il rafforzamento dell'offerta locale di
semiconduttori", si legge nel testo di cui ANSA ha preso
visione.
In particolare, si prevede "l'attuazione di progetti
strategici volti a rafforzare i segmenti chiave della catena del
valore dei semiconduttori dell'Unione". Bruxelles inoltre
attiverà una serie di strumenti pubblici sul fronte degli
acquirenti, tra cui "appalti per l'innovazione" e il lancio di
"grandi sfide" che "contribuiranno a generare una domanda
iniziale, consentiranno la realizzazione di progetti di
riferimento e faciliteranno un ingresso più rapido sul mercato
dei chip avanzati sviluppati nell'Unione". Previste poi
semplificazioni burocratiche. Le procedure di autorizzazione per
i nuovi impianti avanzati saranno accelerate grazie
all'introduzione di permessi di base aggregati a livello
regionale e all'uso dell'European Business Wallet.
Il piano si aggancia al Cloud and AI Development Act, altro
pilastro del pacchetto sulla sovranità tecnologica. Il testo, a
quanto si apprende, prevede quattro livelli di sovranità per i
servizi cloud, con quelli strategici - finanziario, sanitario,
giudiziario, pubblica amministrazione - che richiedono garanzie
più solide in materia di cloud e gestione dei dati. "I partner
che condividono gli stessi principi, compresi gli Stati Uniti,
possono competere a tutti i livelli, ma più alto è il livello,
maggiori devono essere le garanzie fornite altrimenti verrà data
una corsia preferenziale ai fornitori di servizi di cloud
europei", spiegano da palazzo Berlaymont.
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