Nel weekend Spalletti sfiderà quella Fiorentina per cui non ha mai nascosto di fare il tifo ma sulla cui panchina non è mai riuscito a sedere. Ecco la situazione degli altri tecnici principali del nostro campionato
Un sogno realizzato: allenare la squadra per cui si faceva il tifo da bambini è un privilegio per pochi. E chi ce l'ha fatta, anche se le cose magari non sono andate come nelle migliori aspettative, non lo dimenticherà mai. Se, nel prossimo weekend, Luciano Spalletti sfiderà quella Fiorentina sulla cui panchina, nonostante la passione giovanile, non è mai riuscito a sedere, molti suoi colleghi hanno avuto la capacità di realizzare il proprio desiderio.
chi sono gli allenatori tifosi delle loro squadre
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Tra i 20 attuali tecnici dei club di Serie A, i "tifosi" diventati allenatori sono 5: il non plus ultra l'hanno raggiunto Daniele De Rossi, prima protagonista in campo e poi in panchina con quella Roma che ha sempre avuto nel cuore, Antonio Conte, vincente sia da calciatore che da allenatore con la Juventus e Rino Gattuso, che ha trasmesso la sua grinta di giovane supporter del Milan in campo e in panchina. Ha coronato il suo sogno, pur senza riuscire ad alzare un trofeo, anche Maurizio Sarri, che in gioventù aveva scelto di supportare il Napoli (città in cui è nato) e in età adulta ha seduto sulla panchina del San Paolo per tre stagioni. Meno viscerale la passione di Massimiliano Allegri per la Juve ("Da ragazzo ci si innamora delle squadre che vincono. E poi in quella squadra c'era Platini: tecnica e cervello", svelò nel 2011), comunque grande condottiero bianconero negli anni dell'irripetibile ciclo di Andrea Agnelli. Infine, Eusebio Di Francesco: tifoso del Pescara ed esordiente, da allenatore, sulla panchina degli abruzzesi dal gennaio 2010 al giugno 2011, con tanto di promozione in Serie B. Curioso, invece, il caso di Paolo Vanoli, interista e alla guida dei nerazzurri, ma in qualità di collaboratore tecnico di Antonio Conte, nel biennio 2019-21.
per che squadra tifano gli allenatori di a
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C'è, poi, il caso di chi è stato costretto a vivere una sorta di derby personale, allenando la squadra rivale di quella per cui faceva il tifo. Come gli interisti Marco Giampaolo e Stefano Pioli, sedutisi sulla panchina del Milan, o di Roberto Mancini, passato dai viaggi "a Torino alla domenica, col pullman dello Juventus club Jesi. Sette ore di viaggio, ma non ci pesavano, eravamo tifosissimi" alla guida dell'Inter. O Ancora di Carlo Ancelotti, interista per Mazzola ("era il calciatore dei sogni", ha rivelato), ma vincitore di tutto da calciatore e allenatore del Milan. Infine, c'è chi ancora il suo sogno potrebbe realizzarlo: Raffaele Palladino potrebbe sedere prima o poi sulla panchina del Napoli, Cesc Fabregas su quella del Barcellona, Gian Piero Gasperini su quella della Juve (c'è pure andato vicino meno di un anno fa) o Vincenzo Italiano su quella del Palermo. Più difficile, invece, immaginare per Fabio Pisacane di arrivare a guidare la squadra per cui faceva il tifo da bambino. "Sono un tifoso del Boca in onore dei miei idoli, Maradona e Batistuta", aveva raccontato. Sognare, però, non costa nulla...


