Attaccante, classe 2007, leggenda narra che abbia segnato più di 800 gol nelle giovanili
Andrea Barilaro
17 aprile - 13:51 - MILANO
Avviso ai naviganti: se abitate in Valtellina e avete intenzione di passare il venerdì sera a Milano, badate bene perché la SS36 potrebbe essere un po’ più intasata del solito. Colpa di Mattia Mosconi da Grosio, provincia di Sondrio, cittadina di 4mila anime a due passi dalla Svizzera. Da lì, dove il diciannovenne attaccante dell’Inter è più conosciuto del sindaco, partirà un esodo che neanche l’Autostrada del Sole il primo agosto negli Anni 90. Tradotto: questa sera Mattia sarà in panchina contro il Cagliari (terza convocazione in A, seconda di fila dopo quella di Como) e insomma, al primo rosso del Meazza ci sarà anche una nutrita rappresentanza di Grosio.
i gol e... l'inter
—
Mosconi, 2007, è uno tipo Francesco Camarda: tonnellate di gol nelle giovanili e blocco note dove segnarseli tutti tipo Pippo Inzaghi. Racconterà papà Massimo alla Gazzetta: “Se Mattia segna, lo scrivo sullo smartphone. Poi, quando torno a casa, prendo la penna e annoto”. Leggenda narra siano più di 800, quasi tutti segnati con l’Inter, abbagliata durante un torneo a Legnano. “Ti va di provare con noi?”, gli chiedono dopo 29 gol in cinque partite. La risposta è scontata. C’era però un problema, cioè la distanza: Grosio-Milano significa duecento e passa chilometri, quindi due ore e mezzo abbondanti di macchina. Ma ecco la soluzione: scuola, panino in auto, allenamenti, compiti (sempre in auto…), casa. Così moltiplicato per tre volte a settimana. Per la serie: so dove voglio arrivare e i sacrifici non mi spaventano. E comunque stasera sarà a San Siro a respirare aria di calcio vero: una piccola, grande soddisfazione. Per meritarsi quell’aria a tempo indeterminato la strada è ancora lunga, ma intanto…
numeri
—
L’atmosfera di San Siro l’ha vissuta per la prima volta lo scorso 29 ottobre, Inter-Fiorentina 3-0, Calha due volte e Sucic. Prima ancora, s’era messo in mostra a inizio agosto segnando all’Inter dei grandi durante l’amichevole di Appiano contro l’U23. Il tutto dopo aver vinto da protagonista lo scudetto Primavera, annata ‘macchiata’ da una fastidiosa ernia inguinale che lo ha rallentato nella prima parte. Dopo il tricolore, mister Andrea Zanchetta era comunque sicuro: “È pronto al grande salto”. In parte c’è stato, anche se quest’anno si sta dividendo tra Serie C (pochina) e Primavera (tanta) e il passaggio al calcio vero è ancora work in progress. In Primavera ha segnato fin qui sette gol in tutte le competizioni, spiccano i due in Youth League e quello in Supercoppa contro il Cagliari. Il piano per fine anno: anzitutto chiudere bene con la Primavera, quindi racimolare qualcosina in più con la seconda squadra per essere protagonista da agosto in avanti.
verso inter-cagliari
—
Mattia Mosconi, per gli amici ‘Chacharito’ perché parla tanto, è un po’ tutto: nasce nove puro, poi diventa un undici coi fiocchi e alla fine si specializza come sette. Mancino naturale, buon senso del gol e baricentro basso, fisicamente è un ‘torello’ alla Lautaro che se ti punta a campo aperto novanta su cento ti salta. Più che di tecnica è uno che dribbla di potenza, il classico che quando prende, parte e abbassa la testa ti costringe al segno della croce. Benissimo quando bazzicando sulle corsie, però bene anche alle spalle di un nove fisico alla Pio Esposito. In tal senso, qualora dovesse rimanere all’Inter, facile possa tornare a specializzarsi come undici. Bonus, la Nazionale. A giugno saranno passati due anni dall’Europeo U17 vinto a Cipro da capitano. Uno squadrone, quello: dietro Natali; in mezzo Coletta; davanti lui, Liberali e Camarda. Sempre in Azzurro ha partecipato al Mondiale U20 in Cile, chiuso con una netta (e brutta) sconfitta contro gli Usa. Più dolci le qualificazioni agli Europei U19, in programma dal 28 giugno in Galles. Obiettivo esserci, intanto c’è un Inter-Cagliari da godersi (minimo) dalla panchina. Perché con Chivu non si sa mai…


