Il tecnico della Juve, originario di Certaldo e fortemente legato al capoluogo toscano, riceve allo Stadium i viola in una sfida determinante per il quarto posto
A Firenze gli amici più stretti lo chiamano Lucio, simbolo di confidenza e di un rapporto profondo. In molti per tanti anni hanno sperato di vederlo prima o poi sedere sulla panchina viola, ma nel frattempo Spalletti ha allenato nei più importanti top club, ha vinto e ha toccato i vertici del calcio, senza mai guidare la "sua" Fiorentina. Sua perché il tecnico di Certaldo non ha mai nascosto la propria fiorentinità e nemmeno il legame sentimentale per i colori viola, concetti che ora sembrano quasi cozzare con l'essere in bianconero. Da una parte però c'è il cuore e dall'altra una carriera che non si è mai incrociata sullo stesso lato dei viola, se non negli anni Settanta quando, da bambino, ha giocato nel settore giovanile della Fiorentina. Altri matrimoni non ce ne sono stati nonostante Spalletti nel tempo abbia strizzato l'occhio più volte alla possibilità di allenatore a Firenze, l'ultima occasione è stata proprio al Festival di Trento lo scorso ottobre. E invece è poi andato sulla panchina della storica avversaria Juventus e domenica sarà di nuovo un avversario, per la ventinovesima volta in carriera.
la "sua" firenze
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Spalletti a Firenze ha ancora un attico in pieno centro storico, in zona Santa Trinita, e in città negli anni scorsi è stato pure titolare di un ristorante insieme a due ex viola come Dario Dainelli e Alberto Gilardino. Ha moltissimi amici nel capoluogo toscano e dintorni, ma fra questi spicca una ristrettissima cerchia che è inserita della chat nominata "le galline del Cioni" ("quelle che mangiano mezzo chilo di granturco al giorno") in "onore" della frase pronunciata in una conferenza stampa del 2016-2017 quando era ancora alla Roma. Perché a Spalletti, anche nel linguaggio, piace fare riferimento alla sua terra. In questa stagione, lo sorso marzo, quando ha detto "Maremma impestata" con un'espressione verbale, magari poco elegante ma molto molto toscana, i suoi concittadini hanno perfettamente capito quello stato d'animo che è un mix di disappunto e sorpresa.
a pranzo con lucio
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Domenica Spalletti farà da padrone di casa all'ora di pranzo allo Stadium per Juventus-Fiorentina in una gara in cui la squadra di Vanoli è già salva e lotta per l'orgoglio di battere i bianconeri e per dare una soddisfazione ai tifosi, mentre i bianconeri cercano il piazzamento Champions. Prospettive e obiettivi diversi in una specie di "pranzo di lavoro". Un tavolo ben diverso dalla convivialità di pranzi e cene memorabili che organizza alla "Rimessa", la sua splendida tenuta a Montaione dove Spalletti faceva gli onori di casa insieme all'amatissimo fratello Marcello e dove ora ogni cosa è dedicata a lui, compresa l'abituale festa estiva con dress code particolare e ben definito fra cibo, musica e buon umore. Pensare che uno dei suoi ristoranti di riferimento a Firenze di chiami "13 Gobbi" fa sorridere, soprattutto nelle ore che portando a Juventus-Fiorentina, ma a proposito di cene, una su tutte riesce a legare la terra di Spalletti alla Juventus ed è quella a Gambassi Terme in memoria, e a sfondo benefico, di Ricardo Neri e Alessio Ferramosca (scomparsi nel 2006) a cui il tecnico non è mai voluto mancare per l'importanza dell'evento.
il passato
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Alla Fiorentina negli anni Settanta Luciano Spalletti ha mosso i primi passi da calciatore nel settore giovanile viola. Ha fatto anche il raccattapalle, orgoglioso di poter vedere i suoi idoli da vicino e poi regalare aneddoti da raccontare come quando Galdiolo gli prestò il k-way durante una giornata di pioggia battente. Nonostante il suo legame con la Fiorentina, non sono mancati i "duelli" con i tifosi viola, in particolare con il temutissimo "parterre" del Franchi (cioè il settore dietro le panchine) che lo ha punzecchiato più volte fino a un litigio con successivo sfogo in cui il tecnico, allora al Napoli, disse in conferenza stampa: "Ogni volta che vengo a Firenze è così", riferendosi agli insulti dagli spalti. In questa stagione al Franchi all'andata è finita 1-1, ma fra qualche ora sarà già il momento di scrivere un nuovo capitolo a Torino.


