L’attaccante subito protagonista: "Il mio obiettivo è sempre quello di migliorare. Il gol? Sono doppiamente felice"
Pio Esposito e altri dieci. Il concetto è forte, forse pure troppo per il calcio di Cristian Chivu costruito su pedine interscambiabili tra loro, ma i fatti contano sempre più delle parole. E dicono che al centro dell’Inter di questa stagione tra estate ed esordio ci sia sempre stato il più giovane della banda offensiva: tutte le amichevoli giocate da titolare e poi il debutto in campionato in cui alla vigilia era lui a rappresentare l’unica certezza, con un’infinità di lavoro sporco e un gol di tacco che amplia il repertorio del 94 interista. Capace non solo di lottare ma pure di trovare giocate di fino. "È ciò che cerco di fare - ha raccontato Esposito dopo il 4-1 sul Monza -, ogni anno il mio obiettivo è quello di migliorare sia in termini statistici sia proprio come atleta. Mostrare le mie qualità facendo il lavoro sporco per i compagni. Poi è arrivato il gol e sono doppiamente felice". Missione compiuta, perché nella partita di Pio c’è stato tutto Pio: sacrificio, lotta, voglia. Qualità che non erano certamente state cancellate da una sorta di magia nera durante le amichevoli estive in cui Esposito non aveva trovato il gol, ma che erano rimaste lì, un po’ latenti, solo perché il lavoro svolto era stato fisicamente pesante e mirato ad averlo al top per l’inizio del campionato. Come sempre, il responso definitivo lo dà il campo. E la sfida contro la squadra di Juric ha confermato l’importanza di Pio Esposito per l’Inter, capace di caricarsi sulle spalle un reparto offensivo ancora orfano di Thuram e con un Lautaro piuttosto distante dalla migliore condizione.
Presente e futuro
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La stagione appena cominciata, per Esposito, va forse considerata ancora più importante rispetto alla scorsa. Più di qualcuno, discutendo specialmente di portieri e attaccanti, sostiene che il secondo anno da protagonisti sia ancora più complesso del primo. L’anno scorso Pio rappresentava la novità, il ragazzo aggregato al gruppo, il futuro. Oggi è il presente. Anzi, proprio il più presente. Perché Esposito ha approfittato di un’estate in cui Lautaro e Thuram sono stati a lungo impegnati al Mondiale con le nazionali e ha lavorato per accelerare i tempi, arrivando all’esordio in campionato tirato a lucido sia dal punto di vista atletico che da quello delle scelte, avendo sbagliato pochissimo contro il Monza. E a proposito di futuro, il destino dell’attaccante nerazzurro appare scritto in maniera quasi scontata: il rinnovo di contratto fino al 2031 è ormai una questione risolta quasi definitivamente, con prolungamento temporale e un ingaggio più che raddoppiato che ha il sapore di un importante riconoscimento. Una conferma in tal senso è arrivata ieri sera a San Siro proprio per bocca di Esposito: "È l’inizio che volevo a prescindere dal contratto. Il rinnovo? Sicuramente". Così l’Inter ha trovato in casa un attaccante per proseguire un lungo ciclo. Per la felicità di... tutti. Compreso il ct Mancini.


